Cronaca Collepasso 

Reddito di cittadinanza: maxi blitz dei carabinieri contro i «furbetti»: inventati anche sei figli a carico

Operazione dei carabinieri Ogaden nelle regioni del sud Italia. In Puglia irregolare il 7,5% dei percettori

“Furbetti” del reddito di cittadinanza scoperti in un maxi blitz dei carabinieri Ogaden nelle regioni del sud Italia: Puglia, Campania, Molise, Abruzzo e Basilicata. In Puglia irregolare il 7,5% dei percettori.

In provincia di Lecce: a Collepasso c’è stato chi ha dichiarato la presenza nel proprio nucleo familiare di sei minori stranieri mai censiti in quel comune, senza avere con questi ragazzi alcun vincolo di parentela e con l’indicazione dei dati anagrafici priva del luogo di nascita e della nazionalità. Nello stesso comune pugliese una coppia ha inserito nel proprio nucleo familiare la presenza di altri familiari, in realtà residenti in Germania. Ad Aradeo un uomo, oltre a essere sottoposto alla misura restrittiva della detenzione domiciliare, è risultato intestatario di una grossa imbarcazione da diporto.

A Carmiano invece la “Dea fortuna” non ha “aiutato” due donne, indagate per aver vinto e non dichiarato oltre 350mila euro ai giochi online tra il 2019 e il 2020, al fine di ottenere indebitamente il beneficio del reddito di cittadinanza. L’indagine portata avanti dalla Guardia di Finanza di Lecce e coordinata dalla Pm, Maria Consolata Moschettini, ha permesso di individuare una 35enne che aveva ricavato nei primi mesi del 2019, vincite riferibile a conti gioco online, ammontabili a oltre 29mila euro per il 2019 e 17.800 euro per l’anno precedente. E un’altra donna, una 30enne di origine rumena ma residente a Carmiano, che avrebbe messo in atto una pluralità di azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso per ottenere il beneficio del rdc nel biennio 2019-2020. L’indagata avrebbe reso infatti false dichiarazioni in merito alle condizioni reddituali del proprio nucleo familiare omettendo di dichiarare di aver percepito nel 2018 vincite da conti gioco per un ammontare superiore a 311mila euro. Inoltre la 30enne avrebbe reso dichiarazioni false, allegando nella domanda di sussidio di fine 2020, un’attestazioni Isee pari a 1890,40 euro, che le avrebbe così permesso di ottenere dall’Inps, 6mila euro da maggio a dicembre 2019 e 7.808 euro da gennaio a dicembre 2020. L’attività degli inquirenti prosegue e punta a comprendere anche quanto le vincite ai giochi online siano merito della “Dea bendata” o un di un sistema organizzato che approfitta delle difficoltà economiche dei soggetti coinvolti.


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