Cronaca Casarano 

«Studente modello ma taciturno e senza amici», il profilo dell'assassino e il giallo del movente

Cosa ha spinto Antonio De Marco ad uccidere i suoi ex coinquilini? Gli inquirenti scavano nella vita apparentemente senza ombre del 21enne di Casarano

All'apparenza un ragazzo educato e studioso, nella realtà un lucido e spietato assassino.

Il profilo di Antonio De Marco, l'omicida reo confesso di Eleonora e Daniele, è contraddittorio e inquietante: «Un ragazzo solitario, di poche parole, con pochi amici» lo ha descritto il comandante provinciale dei carabinieri Paolo Dembech, tanto che gli stessi inquilini del palazzo di via Montello dove è avvenuto l'assassinio ricordano di aver scambiato con De Marco solo poche parole– non oltre buongiorno e buonasera - durante la sua permanenza nell'appartamento di Daniele che ha abitato per circa un anno. Con le vittime nessuno screzio, nessuna tensione evidente tanto che, sempre da quanto riferiscono gli inquirenti, alla richiesta di Daniele di lasciare l'appartamento, l'avrebbe fatto di buon grado e anche con un mese di anticipo.

E allora come è nato l'odio profondo nei confronti della coppia e di cosa si è alimentato per poi esplodere con così tanta ferocia? E' una domanda alla quale investigatori e Procura non sono ancora riusciti a dare una risposta. Nemmeno scavare nel passato e nelle poche amicizie di De Marco è servito: nessun sintomo seppur vago di squilibrio o disagio mentale è stato mai notato.

Un' unica piccola avvisaglia risale a luglio quando sul suo profilo Facebook ha pubblicato una frase sul “desiderio di vendetta” corredandola con un commento sinistro e due faccine sorridenti: «E' vero che la vendetta non risolve il problema ma per pochi istanti ti senti soddisfatto». Covava già il suo piano folle? Probabilmente si.


«Il movente va cercato nelle dinamiche interne al rapporto tra De Marco e la coppia – ha chiarito il comandante escludendo al momento motivazioni di tipo passionale.

«Qualcosa gli ha dato fastidio» è la frase usata. Cosa non si sa. Una possibile spiegazione- che per ora è solo un ipotesi – è che a dargli fastidio fosse la felicità di Daniele ed Eleonora, la loro vita così attiva e piena di soddisfazioni e così diversa dalla sua. Nei prossimi giorni altri aspetti del delitto si chiariranno e forse gli inquirenti potranno aggiungere una definizione più specifica per l'«atto dimostrativo alla collettività» che era nelle intenzioni dell'assassino e che aggiunge, se possibile, un'ulteriore sfumatura inquietante all'intera vicenda.

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