Cronaca Casarano 

Chiuse le indagini per la morte del parà, un salentino tra gli accusati di nonnismo

Emanuele Scieri perse la vita nel 1999: sono cinque le persone indagate tra cui il casaranese Andrea Antico

C’è anche il nome di Andrea Antico, tra le cinque persone a cui la procura ordinaria di Pisa ha notificato la chiusura delle indagini per la morte dell’allievo parà Emanuele Scieri, avvenuta il 13 agosto 1999 nella caserma Gamerra di Pisa.

La polizia sta notificando l'avviso di conclusione dopo delle indagini a cinque persone: sulla morte di Scieri sta procedendo anche la magistratura militare che ai primi di giugno chiesto il rinvio a giudizio per tre ex caporali accusati di violenza a inferiore mediante omicidio pluriaggravato in concorso. Il 17 luglio è stata fissata l'udienza preliminare. Gli indagati sono i tre ex caporali Alessandro Panella, Luigi Zabara e appunto il casaranese Andrea Antico, l'unico ancora in servizio nell'Esercito.

Gli stessi tre ex caporali sono stati accusati dalla procura ordinaria di Pisa di omicidio volontario: Alessandro Panella fu anche arrestato nell'estate 2018 in esecuzione di una misura cautelare perché gli inquirenti temevano potesse scappare negli Usa dove da tempo viveva. Tra gli indagati dalla procura di Pisa anche l'ex comandante della Folgore il generale Enrico Celentano (da tempo in pensione), al quale è stato contestato di aver reso false dichiarazioni al pm. Impulso alle nuove indagini è stato dato dalla commissione parlamentare di inchiesta che nel dicembre 2017 aveva concluso i lavori trasmettendo gli atti alla procura di Pisa.

Secondo la ricostruzione, a Scieri fu ordinato di svestirsi parzialmente mentre nel frattempo veniva percosso. Quando si rivestì per sfuggire alle violenze tentò di salire sulla scala della torretta arrampicandosi dalla parte esterna. A quel punto Panella passato all’interno, lo avrebbe continuato a colpire tanto da fargli perdere la presa e precipitare da 10 metri: lo testimoniano le lesioni a mani e corpo di Scieri.

Agli atti dell'inchiesta ci sono anche le spiegazioni delle lesioni riscontrate sulla salma di Scieri in base alla relazione consegnata recentemente alla procura dall'anatomopatologa Cristina Cattaneo, consulente incaricata dagli inquirenti di valutare le ferite riscontrate sulla salma riesumata l'anno scorso.

«In particolare - ha detto il procuratore capo di Pisa Alessandro Crini - una ferita al piede compatibile con un colpo ricevuto con un mezzo penetrante, un corpo contundente, che gli perfora l'arto e quelle alle mani che noi riteniamo compatibili con i pestoni subiti mentre Scieri tenta di arrampicarsi sulla torretta scalando a mani nude dall'esterno e secondo noi inferti da Panella. Inoltre, lavorando a ritroso abbiamo rintracciato una telefonata partita dall'interno 209 che appartiene all'aiutante maggiore Salvatore Romondia». Si tratta dell'ex ufficiale della Folgore, oggi 73enne, quinto indagato nell'inchiesta e al quale la procura contesta l’ipotesi di favoreggiamento. «La telefonata risulta dai tabulati - osserva Crini -, un'ora dopo il ritrovamento del cadavere il 16 agosto e compare tra decine di altre chiamate indirizzate a vari comandi. Quella, invece, della durata di 4 minuti, è destinata all'abitazione romana della famiglia Panella e assume, per noi, una rilevanza significativa».

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