Calcio Lecce 

US Lecce, presentato l'AD Mencucci

Il presidente Saverio Sticchi Damiani ha presentato ufficialmente stamattina il dirigente ex Fiorentina che diventerà il nuovo amministratore delegato del club giallorosso.

Il presidente dell'U.S. Lecce, Sticchi Damiani, ha presentato stamane alla Stampa il futuro Amministratore Delegato del club giallorosso, Sandro Mencucci. Queste le parole del massimo dirigente: “Si è ripartiti subito forte con la programmazione della nuova stagione. Ieri abbiamo rinnovato il contratto con Pantaleo Corvino ed in totale continuità col progetto tecnico, in virtù dei grandi risultati ottenuti, si è deciso di allungare l’accordo ufficializzato. Sono contento perché si va avanti secondo le linee guida intraprese da tempo in tema di patrimonializzazione della società. In quest’ottica si inquadra l’inserimento di un professionista di altissimo livello, per 17 anni nella Fiorentina, che fino allo scorso anno collaborava da esterno, ora il 26 maggio il CdA gli conferirà la carica di AD per configurarci meglio nel percorso di crescita.

Con Sandro mi lega una profonda e vecchia amicizia non legata al calcio. Avevo già provato a inserirlo tre stagioni fa ma non ci riuscii, ora so che ha tutte le caratteristiche per calarsi in questo contesto poiché nell’anno trascorso ha avuto modo di conoscere tutto l’entourage societario. Si tratta di una figura che mancava nel club e che ora arriva ad avere una fisionomia più normale.

Il fatto che abbia poi già lavorato con Pantaleo Corvino renderà ancor più fisiologico il suo inserimento nel Lecce. A lui affidiamo un compito non semplice, nonostante arrivi in un momento di festa per la promozione in A, ma dopo un periodo di sofferenza per il calcio in generale a partire dal 2019 soprattutto nell’ultima Serie A in cui intervennero passività non programmate legate alla pandemia. Oggi noi vogliamo rimetterci subito in totale equilibrio che è uno standard che compete a questo club. Sarà un lavoro su un doppio fronte: sportivo, per provare a mantenere la categoria, ed economico-finanziario, appunto per ritornare in equilibrio. Il massimo sforzo servirà per cercare di centrare i due obiettivi, ma non ci spaventa e già abbiamo ridotto il monte ingaggi. Una parte del budget della Serie A servirà proprio per rimettere ordine ai conti e non solo per rinforzare la squadra. Una vera e propria controtendenza rispetto a quanto sta accadendo in A, ma non vogliamo adeguarci al trend. Fin da ora posso garantire che tra le 20 società della categoria maggiore, il Lecce è tra le più virtuose. Il contratto con Mencucci è triennale”.

Differenze rispetto alla scorsa serie A? Arrivammo anche allora dopo un mezzo capolavoro. Permettetemi di dire che di risultati sportivi in questi ultimi anni ne abbiamo raggiunti e che altri presidenti di B ma anche di A non hanno mai raggiunto. Stavolta arriviamo con gran parte dei giocatori di proprietà ed un monte ingaggi ridotto. Veniamo però da due anni di pandemia che rendono comunque complicata la sfida ma, lo ribadisco a scanso di equivoci, siamo pronti a giocarci tutte le nostre energie per salvarci.



Queste, invece, le prime parole da neo-giallorosso di Stefano Mencucci: “Onorato di essere a Lecce, città che sento un po’ mia. Oggi che ci lavoro è già amore. Ringrazio Saverio per avermi voluto qui. A Firenze ci sono stato 17 anni nella società di Della Valle ripartendo dalla C/2. Poi sono al Leeds di Marcelo Bielsa ed oggi è la prima volta che lavoro al Sud Italia e dovrò apprendere presto la vostra mentalità e come si lavora in questo club. Finora ho lavorato in proprietà composte da una famiglia, mentre a Lecce ci sono tanti soci splendidi, oltre a Pantaleo Corvino con cui ho lavorato 10 anni con grandissimi risultati sportivi ed economici, quel che vogliamo ottenere anche a Lecce. Ho trovato persone intelligenti, molto motivate che ogni giorno si spendono e da cui porre le basi per ripartire per il futuro.

Non amo gli slogan, soprattutto in conferenze stampa, e non vorrei essere scontato, ma vorrei costruire un sogno che si concretizza su basi solide e qui ci sono tutte le caratteristiche per farlo. Non sarà facile, ma non mi spaventa e non mi sento un risanatore ma un professionista che ce la metterà tutta per centrare gli obiettivi. Quest’anno abbiamo l’opportunità di contare sugli introiti della Serie A, ma poi ci sono gli ingaggi da pagare dei calciatori e dovremo essere intelligenti per trovare le opportunità migliori, riducendo senza troppa fretta il monte ingaggi. Serve il giusto mix per garantire a Corvino le finanze per costruire il sogno. Da qui l’incarico triennale in cui ci sarà la partenza, il sostentamento e il consolidamento. Bisogna vedere cosa faranno le altre squadre ma l’importante è far sì che la squadra ogni anno aggiunga un tassello in più rispetto al precedente.

Lecce è città bellissima, ha una squadra bellissima ed una tifoseria veramente calda. Credo che più in là amplieremo anche la compagine societaria che opera dietro le quinte come la Serie A richiede”.

Ripetere a Lecce il modello Fiorentina? Serve tenere presente la fredda realtà dei numeri. La classifica va di pari passo col monte ingaggi. Qui avremo un fatturato di circa 45 milioni, ma dovremo competere con chi dispone di 100 o 200… La cosa migliore da fare allora è essere un società seria, gestita seriamente, a medio termine auto-sostenibile, trovando grandi talenti giovani da portare in prima squadra e vederli poi campioni, come Bernardeschi e Chiesa ad esempio, che considero miei figli. Perciò mi piace parlare di Settore Giovanile.

Ci sono tanti gruppi stranieri che si sono interessati all’U.S. Lecce perché ha appeal in tutto il mondo. Forse non è facile rendersene conto vivendo qui, ma la società ha una grande reputazione ed è un bene guardare anche oltre i confini del Salento. Avere tutti soci persone fisiche che fanno sforzi e sacrifici per la squadra rappresenta quasi un unicum, sarà per questo anche più bello affrontare una sfida da Davide contro Golia.

Il ruolo dell’allenatore all’inglese con un tecnico-manager? Dal lato sportivo in Italia non la vedo una cosa possibile. Avere un tecnico alla Ferguson non è fattibile perché lì non ci sono presidenti che fanno il mercato. Qui accade l’inverso. Credo invece nella suddivisione dei ruoli per non creare sovrapposizioni. Dal punto di vista finanziario, in Inghilterra i club sono pieni di soldi. La Premier League garantisce alle neopromosse circa 100 milioni di sterline… Lì non esiste neppure la contraffazione del brand delle squadre. Tutti acquistano prodotti originali, ma sono certo che anche a Lecce arriveremo a risultati simili in futuro.

Un tetto salariale per i club in Italia? Significa inimicarsi l’AIC. Diciamo nì, perché è difficile visto che si perde qualcosa dal punto di vista dello spettacolo. Una collaborazione col mondo del sociale? So che col presidente trovo una porta spalancata su questo tema. A Firenze ci fu una collaborazione con Save The Children che ha fatto sì che si desse un messaggio positivo in tutto il mondo. Non facciamo promesse, ma vi divertirete”.

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