Calcio Lecce 

Corini e il Chievo, amarcord ma non troppo. Il ricordo di Maradona

Il tecnico giallorosso ha presentato la gara di domani al Bentegodi, che si aspetta equilibrata e ricca di insidie. Sul Pibe de oro: È stata fonte d'ispirazione per tanti innamorati di calcio

Per Eugenio Corini il Chievo-Lecce di domani non sarà, perché non può esserlo, una gara come le altre. In gialloblu 7magici da allenatore e da calciatore, con grandi emozioni. Ma ora il presente parla giallorosso, e la voglia di far bene del tecnico è tutta nelle parole pronunciate in conferenza stampa.

Tanto di buono è stato fatto, ma tantissimo c’è ancora da fare: “Abbiamo la consapevolezza di essere cresciuti, ma è solo l’inizio di un percorso lungo e tortuoso come è il campionato di Serie B. Siamo Dunque felici dei nostri progressi così come convinti nel voler dare continuità a miglioramenti e segnali positivi mostrati fino ad ora. Sia negli allenamenti, sia nelle gare che andremo ad affrontare. Vogliamo prolungare questo periodo positivo il più possibile”.

A partire dal match con il Chievo: “Sarà una gara difficile, non dimentichiamo che il Chievo l’anno scorso ha fatto la semifinale playoff per andare in Serie A, vincendo anche l’andata. Giocano bene a calcio, prendono pochi gol ed hanno approcciato benissimo al campionato in corso, perdendo immeritatamente solo con la Salernitana. Sono potenzialmente primi, sappiamo che non sarà facile. Giocano un 4-4-2 molto evoluto, compatto in non possesso e dinamico per creare superiorità in fase di creazione. Lavorano tanto e bene dal punto di vista tattico”.

Il periodo clivense è indelebile: “Ho una mia storia personale che parla chiaro. Il Chievo mi ha aiutato a tornare un giocatore importante, mister Delneri fece tornare la mia carriera a livelli importanti dopo che una serie di infortuni l’avevano compromessa. E poi il Chievo mi ha dato la possibilità di allenare in Serie A, ottenendo risultati importanti. Lo stesso dicasi per Lanna, che del Chievo è stato capitano ed in gialloblu ha vissuto 10 anni importantissimi, tornandoci poi da mio vice in panchina”.

Infine, un pensiero su Maradona: “Per tutti gli amanti del calcio è stato qualcosa di speciale, unico ed irripetibile, figlio di un calcio diverso, del popolo. Tutti sanno chi è Maradona ancora oggi per i tifosi del Napoli, e per gli amanti del calcio tutti. Ricordo che in uno Juventus-Napoli dei miei tempi bianconeri lo marcai a fine gara per chiedergli la maglia, ma con dispiacere mi rispose che l’aveva già promessa a Casiraghi. Voglio ringraziarlo, perché è stata fonte d’ispirazione per tantissimi innamorati del calcio”.

Fonte: Salentosport.net 

 

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