Calcio Lecce 

Il caso Nicola e l’interpretazione (che lascia qualche dubbio) del codice di Giustizia sportiva

L'allenatore del Genoa, che si presumeva squalificato per essere stato espulso durante Sassuolo-Genoa, potrà essere regolarmente in panchina nella sfida decisiva per la salvezza contro il Verona

Il caso di Davide Nicola, allenatore del Genoa espulso – per colpe non sue – durante Sassuolo-Genoa di mercoledì sera, ha sollevato qualche dubbio in merito all’uniformità dell’applicazione delle norme sui provvedimenti disciplinari irrogabili ai cosiddetti “dirigenti” (ossia, tutti coloro che siedono in panchina, calciatori a parte).

Riepilogando, in sintesi, i fatti: Nicola è stato espulso, a dieci minuti dalla fine, perché non si è trovato l’autore delle frasi poco ortodosse indirizzate all’arbitro e provenienti dalla sua stessa panchina. Secondo la nuova regola, se nessuno si autoaccusa, o se non si trova il colpevole, paga l’allenatore per tutti.

Nell’immediato dopogara di Reggio Emilia, lo stesso tecnico appariva rammaricato per l’impossibilità di essere in panchina al “Ferraris” per l’ultima, decisiva, gara contro il Verona. Gli stessi giornalisti di Sky, d’altronde, gli chiedevano perché mai, dalla sua panchina, non si sia trovato il coraggio di ammettere le proprie colpe“sacrificando”, così, lo stesso Nicola, a cui sarebbe stato impossibile – data la presunta, automatica, squalifica di una giornata per via dell’espulsione – dirigere la sua squadra da bordo campo.

Il problema è a monte. Il Codice di Giustizia sportiva, mentre prevedeespressamente, che, ad ogni calciatore espulso, sia applicata automaticamente la sanzione di almeno una giornata di squalifica, la stessa cosa non prevede per i dirigenti.

A inizio campionato, Walter Mazzarri, all’epoca allenatore del Torinoespulso per doppia ammonizione in Parma-Torino, fu prima squalificato per una giornata, poi “graziato” dalla Corte d’Appello con una semplice ammonizione.

Ma, al contrario: Paulo Fonseca, allenatore della Roma, fu punito con due giornate di squalifica e un’ammenda di diecimila euro; Igor Tudor, ex allenatore dell’Udinese, dovette scontare una giornata di squalifica. Entrambi per essere stati espulsi dal terreno di gioco. In entrambi i casi, il Giudice sportivo, evidenziando il “vuoto normativo” dell’automatica squalifica, di almeno una giornata, anche per i dirigenti (così come accade per i calciatori), si richiamò ai principi generali di diritto sportivo.

La decisione del giudice sportivo di ieri ha sorpreso tutti, o quasi. Mister Davide Nicola, come, in un primo momento, si pensava, non è stato squalificato, ma dovrà pagare “solo” un’ammenda di duemila euro. Pertanto, potrà essere in panchina per Genoa-Verona.

Il problema è a monte. Il Codice di Giustizia sportiva, mentre prevedeespressamente, che, ad ogni calciatore espulso, sia applicata automaticamente la sanzione di almeno una giornata di squalifica, la stessa cosa non prevede per i dirigenti.

A inizio campionato, Walter Mazzarri, all’epoca allenatore del Torinoespulso per doppia ammonizione in Parma-Torino, fu prima squalificato per una giornata, poi “graziato” dalla Corte d’Appello con una semplice ammonizione.

Ma, al contrario: Paulo Fonseca, allenatore della Roma, fu punito con due giornate di squalifica e un’ammenda di diecimila euro; Igor Tudor, ex allenatore dell’Udinese, dovette scontare una giornata di squalifica. Entrambi per essere stati espulsi dal terreno di gioco. In entrambi i casi, il Giudice sportivo, evidenziando il “vuoto normativo” dell’automatica squalifica, di almeno una giornata, anche per i dirigenti (così come accade per i calciatori), si richiamò ai principi generali di diritto sportivo.

Perché, dunque, tali principi non valgono per il caso Nicola?

Fonte: Salentosport.net

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