Calcio Lecce 

Dodici mesi fa la festa giallorossa: cronaca di un anno da ricordare

Già trascorso un anno dalla promozione del Lecce in serie A, dopo anni di attesa: a distanza di dodici mesi da allora un viaggio nella storia recente dei giallorossi

È già trascorso un anno da quel fantastico pomeriggio dell’11 maggio, nel quale il popolo leccese esplose, finalmente, di gioia per il ritorno nella massima serie dopo sette lunghissimi ed interminabili anni, fatti di sofferenze e delusioni. Un anno dai guizzi firmati Petriccione e La Mantia, un anno dall’ultima presa di Vigorito, che assieme al pallone, scacciò via tutte le paure, facendo partire ufficialmente la festa.

Quest’anno calcistico, e non solo, sarà certamente ricordato come un anno anomalo, l’anno dello stop, l’anno dell’incertezza, l’anno della lotta contro un nemico invisibile, che gioco forza ha fatto mettere in secondo piano il campo.

I primi mesi sono stati di attesa per il nuovo grande esordio che ha subito messo il Lecce di fronte alla dura, durissima legge del massimo campionato, che non ha certamente risparmiato i ragazzi di mister Fabio Liverani da alcune sberle, utili a riprendere il cammino in cui Mancosu e compagni, sin qui, hanno raccolto anche diverse soddisfazioni.  Il 16 settembre, in una calda serata di fine estate, è arrivata la prima grande gioia, un successo in casa del Torino, il primo della stagione, tre punti firmati Falco–Mancosu, tre punti pieni di significato per chi forse ancora non l’avesse capito, il Lecce non farà certamente la comparsa, non sarà la vittima sacrificale del massimo torneo.

Dopo la spumeggiante vittoria di Ferrara, sono arrivati i due pareggi consecutivi contro Milan e Juventus, due punti colmi di prestigio ed orgoglio leccese, quello che questi ragazzi non hanno mai messo da parte, anche nei momenti più difficili della stagione, anche nelle salite più ripide. Il girone d’andata è stato un’altalena di emozioni, con il punto più alto che è stato raggiunto probabilmente sabato 30 novembre, quando la truppa Liverani, grazie ad un gol firmato da Andrea La Mantia, ha sbancato il Franchi di Firenze, fortino di grandi imprese per la formazione viola.

Il pesante passo falso di Coppa Italia è il preludio alla fase più complicata del cammino di Lucioni e compagni e alla presa di coscienza che, per continuare a lottare ad armi pari, Fabio Liverani ha bisogno di alcuni tasselli per puntellare l’organico. Il grande lavoro societario, porta in dote diversi acquisti nel mercato di riparazione ed il 19 gennaio al Via Del Mare, l’ammazzagrandi Marco Mancosu frena la corsa dell’Inter del grande ex Antonio Conte, per un altro risultato di assoluto prestigio. Il cammino è in piena linea con le aspettative, ma ora, la vittoria tra le mura amiche manca da troppo tempo, proprio da quel lontano 11 maggio, data senza la quale non saremmo qui a raccontare tutto questo.

Il 2 febbraio, un super Lecce trascinato dai nuovi acquisti Saponara e Barak spazza via il Torino con un perentorio 4-0, ponendo fine all’avventura di Walter Mazzarri sulla panchina granata. Una prestazione che esalta il popolo giallorosso, una prestazione spumeggiante,  una prestazione che conferma le grandi capacità del leader silenzioso di questo gruppo, Fabio Liverani, valore aggiunto e assoluto punto di forza della formazione neopromossa. Una settimana dopo, è ancora tempo d’imprese, di pomeriggi che resteranno a lungo impressi nella mente di ogni tifoso, è il giorno di Napoli-Lecce, una sfida che fa tornare nella mente dei più grandi e longevi appassionati, le gare di fine anni ’80 inizio anni ’90, le domeniche in cui tutto questo significava anche affrontare il più grande interprete del gioco del calcio, Diego Armando Maradona. Ed è proprio nello stadio che fu del Pibe De Oro, che i salentini tirano fuori dal cilindro una prestazione memorabile. Falco e Saponara disegnano calcio e rubano la scena, Lapadula non perdona insacca, fino a quando capitan Mancosu con una punizione magistrale mette il punto esclamativo su un’altra domenica Lecce…ndaria.

Le ultime due recite, sono in preludio a tutto quello che è stato in questi due mesi, in un clima surreale e di grande confusione nazionale, i giallorossi crollano sotto i colpi di Roma e Atalanta, restando comunque aggrappati alla zona salvezza, fino a quel famoso 8 marzo, giorno dell’ultima apparizione Serie A, giorno in cui Genoa e Samp firmano il “sorpasso” in classifica. Gli ultimi due mesi che portano alla fine di questi memorabili 365 giorni, sono storia recente, che poco ha a che fare con il calcio giocato, storia che parla di medie punti, di virtuali e possibili retrocessioni, di eventuali riprese e protocolli da seguire, tutto mentre l’Italia intera piange migliaia di fratelli morti.

Certezze ad oggi sembrano essercene veramente poche, ma una di queste è sicuramente rappresentata dal fatto che il Lecce è tornato, che la nuova società è riuscita a ridare dignità ed orgoglio ad una squadra e ad una tifoseria, che, nelle ultime stagioni, erano state vittime di troppi abusi e soprusi. Il futuro è ancora tutto da scrivere, con la speranza che fra 365 giorni, saremo ancora qui a raccontare un’altra cronaca di un anno da ricordare, sì perchè quello trascorso oggi è un anno che difficilmente si potrà dimenticare.

Fonte: Salentosport.net 

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