Arte e archeologia Lecce 

Lecce, dal cantiere riemergono i resti dell’antica villa romana

I lavori di via Potenza per l’impianto sportivo polifunzionale sono fermi per effettuare alcuni scavi preventivi, che stanno facendo riemergere ulteriori testimonianza dell’antico insediamento romano che sorgeva nell'area dell'attuale zona 167

Dal cantiere riemergono i resti dell’antico insediamento romano: a Lecce, nella zona 167, dove è stato predisposto il cantiere per l’impianto sportivo polifunzionale di via Potenza, riemergono ulteriori tracce di una villa rustica di età romano-imperiale (ii-III secolo).

Com’è noto, nella zona sorgeva la Masseria denominata S. Elia alle Secare (S. Elia delle serpi), demolita nei primi anni ’70 del secolo scorso: in quell’occasione erano stati rinvenuti i resti di una villa rustica di età romana-imperiale (II-III secolo d.C.), attribuita alla gens Marcia, con annessa area sepolcrale e consistenti in rocchi di colonna a fusto liscio e a fusto scanalato, cippi funerari con iscrizioni, tuttora ricoverati presso i depositi della Soprintendenza.

Il cantiere, avviato a luglio, si è fermato perché, a seguito dei primi interventi di diserbo e pulizia dell’area, condotti con la sorveglianza archeologica, sono emerse le prime testimonianze riconducibili al complesso masserizio: in particolare, era apparso un silos, un pozzo a pianta circolare recante sulle pareti interne intonaco in cocciopesto, due grandi cisterne a pianta rettangolare. In quella occasione si era stabilito di voler procedere ad effettuare una serie di saggi archeologici in tutta l’area.

Dagli scavi preventivi riemergono ulteriori testimonianza dell’antico insediamento. 

 

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