Politica Lecce 

Pd ai ferri corti. Rotundo alla Capone: "Le correnti? Anche colpa tua"

Non c'è pace nel Pd leccese che si appresta a celebrare il suo congresso cittadino con un carico di polemiche e divisioni da primato. I tre candidati alal carica di segretario sono infatti l'es...

Non c'è pace nel Pd leccese che si appresta a celebrare il suo congresso cittadino con un carico di polemiche e divisioni da primato. I tre candidati alal carica di segretario sono infatti l'espressione di aree e visioni ormai pronte a darsi apertamente battaglia. Così, rispondendo alla vicepresidente della Regione, Loredana Capone, che sabato invocava lo stop alle polemiche, Antonio Rotundo bacchetta: "Sono le correnti  e le loro degenerazioni, non il dibattito all’interno del partito, ad allontanare i cittadini dalla vita politica". Continua Rotundo: "è il pluralismo delle correnti oggi, cara Loredana, a non essere adeguato a farci discutere dei problemi ed a farci selezionare una classe politica fondata sul merito e non sulla fedeltà ai capicorrente. E proprio per questa ragione avevo proposto, in deroga al regolamento, di eleggere il segretario cittadino con le primarie degli iscritti ma senza le liste collegate, che cementificano le appartenenze e che spesso hanno dato e danno l’idea che non esista un partito, ma una federazione di gruppi. Ma invece di imboccare la strada del cambiamento e dell’innovazione, si è aperta una lotta tra correnti per il controllo del partito. Così oggi, da un lato, c’è Lidia Faggiano, bravissima ed appassionata dirigente, che ha lo sponsor della vice presidente della Regione e, dall’altro, l’avvocato Andrea Imbriani, persona e professionista stimato, che è scelto sulla base di un accordo di vertice tra il segretario regionale Blasi ed il membro della direzione nazionale Casilli e circolano anche le previsioni  sui pacchetti di tessere che sarebbero a sostegno dell’una e dell’altra candidatura. Il nostro elettorato ed i nostri militanti ed iscritti ci chiedono un partito che sia un soggetto unitario, non la sommatoria di tante cordate con capi e sottocapi che si richiamano a questo o a quell’altro dirigente nazionale e regionale;  per questo ci vuole, a mio avviso, un nuovo natale del Pd cittadino che abbia come premessa la cancellazione delle correnti, che sono percepite non come ricchezza di un pluralismo ideale e programmatico, ma come strumento per carriere personali. 

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