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Gestire i più piccoli al tempo del Covid-19: i consigli degli esperti del Bambin Gesù

Ci sono dieci consigli da seguire come il Vangelo al tempo del nuovo coronavirus: piccole accortezze già note che potrebbero tenerci lontani da questo virus che il nostro organismo non ha mai i...

Ci sono dieci consigli da seguire come il Vangelo al tempo del nuovo coronavirus: piccole accortezze già note che potrebbero tenerci lontani da questo virus che il nostro organismo non ha mai incontrato. Oggi vi spieghiamo anche, attraverso quello che conosciamo della mers e della SARS, come il Covid-19 potrebbe agire sui bambini: informazioni fondamentali per le misure di prevenzione che evitino in futuro la trasmissione. Ricordiamo, inoltre, la lezione di Raffaele Morelli: “Non rinunciamo a vivere. Prendiamo le precauzioni più opportune senza farci sopraffare dalla paura, perché le emozioni negative abbassano le difese immunitarie”.  Gli specialisti ci spiegano che il Covid-19 sembra benigno verso i bambini: il loro sistema immunitario reagisce in maniera meno violenta, facendo meno danni. Ma sappiamo anche che il virus può mutare, passando da un organismo all’altro, diventando più “cattivo”. Il Bambino Gesù di Roma è uno tra gli ospedali più attivi anche dal punto di vista dell’informazione sul nuovo coronavirus. Molti genitori si chiedono come bisogna comportarsi, tempestando di chiamate i pediatri salentini. I consigli per i genitori su come gestire i bambini, per evitare di avere a che fare con il nuovo Coronavirus, sono dieci. Cominciamo dalla prevenzione:  1) Il consiglio più banale, ma il più efficace è quello di lavarsi spesso le mani e di lavarle al bambino (anche con soluzioni alcoliche) per eliminare il virus dalle mani; 2)  è necessario tenere il bambino a distanza di almeno un metro da chiunque, evitare di farlo baciare o di fargli toccare le mani in generale, ma soprattutto tenere a distanza le persone con sintomi come tosse, raffreddore o mal di gola. I genitori devono usare le stesse precauzioni per se stessi;  3) bisogna sforzarsi di  non far toccare occhi, naso e bocca con le mani non lavate ai più piccoli (e facciamo anche noi lo stesso); 4) Coprirsi bocca o naso se si starnutisce o si tossisce. È necessario insegnare ai bambini a fare lo stesso:  con fazzoletti monouso da buttare subito dopo; con la piega del gomito; con il palmo della mano (da lavare subito dopo!);  5) la mascherina (modello FFP3) deve essere usata solo se si sospetta di essere malato o se si assistono persone malate.  LA MANIFESTAZIONE DEI SINTOMI  Una parte importante dei consigli del Bambino Gesù riguardano la manifestazione dei sintomi. 6) È importante ricordare che i sintomi del nuovo coronavirus somigliano molto a quelli di una comune sindrome influenzale: la tosse è più secca e la febbre può essere molto alta, ma ci possono essere anche dolori muscolari, diarrea, vomito e problemi respiratori;  7) I sintomi dell'infezione da nuovo Coronavirus possono essere anche febbre, tosse, mal di gola e raffreddore generico;  8) Se il piccolo ha la febbre, in caso di sintomi, bisogna evitare di mandare il bambino a scuola (in questo caso il problema non si pone più perché le scuole saranno chiuse fino al 15 marzo) o frequentare luoghi pubblici affollati e al chiuso. In questo periodo è meglio evitare di portare i piccoli in qualsiasi luogo affollato; 9) Quando si manifestano dei sintomi che fanno pensare al covid-19 (perché si sono avuti contatti sospetti), bisogna parlarne con il pediatra, oppure chiamare  il 1500 per mettersi in contatto con gli specialisti del Ministero della Salute; 10) Se il bambino ha il respiro affannoso o respira con difficoltà, non bisogna andare al Pronto Soccorso, ma è necessario chiamare il 112 o 118 (a seconda della regione in cui si vive). Dunque, con i piccoli si può anche andare al parco o uscire all’aria aperta, ma l’importante è evitare contatti ravvicinati con chiunque, per precauzione: come spiegano gli esperti, la distanza di sicurezza è un metro. Essere in uno spazio aperto e a distanza, in luoghi non affollati, ci mette al sicuro. Dunque, non è necessario barricarsi fino al 15 marzo in casa senza contatti con nessuno.  IL NUOVO CEPPO DI CORONAVIRUS, DOPO I DISASTRI DI SARS E MERS Il 9 gennaio del 2020 abbiamo scoperto che circolava (forse già da ottobre) un nuovo ceppo di coronavirus mai rilevato prima nell’uomo: l’allarme è stato lanciato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il nuovo virus è stato chiamato inizialmente SARS-cov2 e successivamente nuovo coronavirus nCoV-2019 (detto coronavirus di Wuhan perché fa parte del genere betacoronavirus e parte dalla Cina). I coronavirus sono un’ampia famiglia di virus che possono causare malattie respiratorie in uomini e animali, come pipistrelli, gatti e cammelli. Raramente i coronavirus degli animali possono causare infezioni nell’uomo, ma questa volta è successo di nuovo. Il virus è mutato ed è stato trasmesso all’uomo, manifestandosi come raffreddore, influenza o sindrome respiratoria acuta grave (Sars-cov), sindrome mediorientale (mers) e ora Covid-19. Solo il 31 dicembre 2019 le autorità cinesi avvisano l’OMS : in una regione si stava già diffondendo in maniera velocissima un nuovo virus trasferito, probabilmente, dai volatili, nei mercati della selvaggina e del pesce (tutti i casi che venivano verificati consistevano in pazienti che erano stati in questo tipo di spacci dove l’igiene nella vendita di carne e pesce è molto precaria).  Si cominciavano a manifestare casi di una polmonite grave e sconosciuta: solo dopo si capirà che a causarla era il Covid-19.  Il virus, dopo essere passato da animale a uomo, ha cominciato a viaggiare da uomo a uomo.  Buona parte dei soggetti colpiti sconfigge il virus in maniera asintomatica, oppure con sintomi lievi. I test molecolari possono svelare se il soggetto asintomatico sia stato contagiato. Non esistono cure contro i coronavirus: è il nostro sistema immunitario che deve reagire, ecco perché per gli immunodepressi è un grande problema. Nel 2002 è stata descritta per la prima volta la SARS in Cina: i sintomi consistono in febbre alta, fiato corto, malessere e tosse secca. Questa prima sconosciuta infezione respiratoria è stata contenuta, nonostante avesse un’alta percentuale di mortalità (10%). Poi è arrivata la Mers (nel 2012), con una mortalità maggiore (30%): questa sindrome, come la SARS, ha colpito duramente soprattutto adulti e anziani, ma pochissimo i bambini, esattamente come avviene per il Covid-19. Lo studio di questi due primo ceppi di coronavirus ci sta aiutando a capire anche il nuovo virus proveniente dalla Cina: tutti sono passati da alcuni tipi di animali all’uomo e ognuno di questi coronavirus si combatte con delle precauzioni collettive imprescindibili. Ora si spera in un vaccino che possa preservare gli anziani, proprio come avviene per l’influenza.  Gaetano Gorgoni 

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