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Gli effetti dell’alcol sui giovani e sulla sicurezza stradale

L’Istituto Superiore di Sanità ha lanciato l’allarme: i teenager italiani bevono troppo alcol e iniziano a fumare troppo presto. I dati sono preoccupanti: nel 2018, il 43% dei 15enn...

L’Istituto Superiore di Sanità ha lanciato l’allarme: i teenager italiani bevono troppo alcol e iniziano a fumare troppo presto. I dati sono preoccupanti: nel 2018, il 43% dei 15enni italiani (erano il 38% nel 2014), e il 37% delle 15enni (il 30% nel 2014) ha fatto ricorso al binge drinking, cioè ha bevuto cinque o più bicchieri di uno o più mix alcolici in un’unica occasione con l'intenzione di sbronzarsi. Questo stile di vita oltre alle tremila intossicazioni etiliche di adolescenti all’anno, contribuisce all’aumento di tutta una serie di malattie, tra cui quelle tumorali. I consumi di alcol generalmente cominciano tra gli 11 e i 17 anni. In troppi continuano a bere anche alla guida: sono 5.000 gli incidenti tra quelli rilevati da carabinieri e polizia stradale nel 2018 correlati al consumo di alcol. Per questo motivo Fondazione ANIA e Bambino Gesù hanno pensato a un’iniziativa di prevenzione.  “Lo stato di ebbrezza espone a un rischio maggiore di eventi traumatici, mentre l’abuso di alcolici è particolarmente dannoso per l’organismo degli adolescenti, non ancora pronto a metabolizzare queste sostanze in maniera efficiente” - spiegano gli esperti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. I pediatri puntano il dito su una pratica molto di moda, il binge drinking: bere così a 14 anni è un rischio molto serio anche per il cervello. “Durante l’adolescenza – spiega Stefano Vicari, responsabile di Neuropsichiatria del Bambino Gesù – l’uso di alcol diventa un ‘facilitatore’, appare funzionale al superamento di difficoltà e paure tipiche di quell’età, a integrarsi nel gruppo dei pari, ma può facilmente degenerare in abuso e dipendenza. In questo caso il ragazzo mostra segni di malessere, caratterizzati da una ricerca continua di alcol che interferisce con le attività quotidiane e con la messa in atto di comportamenti pericolosi”. In situazioni del genere, il suggerimento per i genitori è di parlare con i propri figli, senza giudicarli, per capire cosa li spinge a bere; di metterli al corrente dei rischi dell’assunzione di alcol e, nei casi più gravi, di rivolgersi a uno specialista. Tra l’altro consumare alcol è pericolosissimo durante la gravidanza. L’esposizione del bambino a questa sostanza prima della nascita può portare allo sviluppo della sindrome feto-alcolica, una malattia che colpisce il sistema nervoso centrale causando ritardo nella crescita e problemi - anche irreversibili - di carattere fisico (dismorfismi del volto, ridotto volume cerebrale), comportamentale e neurologico. Per questo motivo, le linee guida e le società scientifiche nazionali e internazionali raccomandano l’astinenza totale dall’alcol durante tutte le fasi della gestazione. L’intento di questo approfondimento non è demonizzare il bicchiere di vino a tavola, che beve un adulto equilibrato, ma l’uso di alcol in maniera impropria in un’età di sviluppo delicatissima, dal punto psicologico e fisico. Il problema è che, secondo gli studi dell’ISS, siamo il paese in cui si incomincia a bere più precocemente (11 anni) sotto la spinta, alcune volte, dei genitori.  LA MOLECOLA TOSSICA CHE FA MALE AI PIÙ GIOVANI  Molti giovani non riflettono sul fatto che l’alcol è una molecola dannosa per l’organismo. L’alcol è tossico per chiunque perché danneggia le cellule, soprattutto del fegato e del cervello. Nei più giovani l’effetto è devastante, perché a 16 anni ancora manca l’enzima, chiamato alcol-deidrogenasi, necessario per metabolizzare l’etanolo ingerito e disintossicare il corpo. Ma c’è di più: fino a 21 anni questo enzima non è completamente efficiente, per cui l’alcol resta in circolo più a lungo. Lo “sballo” è più duraturo e smaltire anche modiche quantità è più difficile: servono almeno due ore ai maschi e tre ore alle femmine per smaltire una birra o un calice di vino. L’alcol contribuisce a far esplodere tutta una serie di problemi: tumori, obesità e tante altre malattie. Bisogna mettere in conto anche le morti per guida in stato di ebbrezza.  L’INIZIATIVA DELLA FONDAZIONE ANIA E DEL BAMBINO GESÙ  L’Istituto Bambino Gesù per la Salute e Fondazione ANIA tornano a collaborare per la prevenzione di comportamenti pericolosi tra i più giovani e per la tutela della salute di bambini e ragazzi con informazioni chiare e verificate per tutti i genitori. Le novità sulle iniziative per garantire la sicurezza in strada e gli approfondimenti degli esperti del Bambino Gesù sui pericoli del consumo di alcol tra i giovanissimi e durante la gravidanza si possono trovare sul sito del noto ospedale pediatrico.   Nel 2018, sui 58.658 incidenti rilevati da Polizia e Carabinieri, sono stati 5.097 quelli in cui almeno uno dei conducenti dei veicoli coinvolti era in stato di ebbrezza e 1.882 quelli sotto l’effetto di stupefacenti. L’8,7% e il 3,2% degli incidenti rilevati da Carabinieri e Polizia Stradale è dunque correlato ad alcol e droga (dati Aci-Istat 2019). Per il Ministero della Salute, inoltre, l’abuso di alcol è la principale causa di morte tra i giovani negli incidenti stradali. Per combattere questa emergenza, Fondazione ANIA da anni porta avanti numerose iniziative, molte delle quali in collaborazione con le Forze dell'Ordine. Dalla metà degli anni 2000, insieme alla Polizia Stradale è stata organizzata la manifestazione "Guido con Prudenza", che si svolgeva nelle discoteche italiane. Un'iniziativa che ha consentito di promuovere la figura del guidatore designato tra i giovani, ovvero colui che nelle serate di festa non beve per riportare a casa gli amici in totale sicurezza. Bisogna puntare sulla sensibilizzazione per far capire rischi e problemi che genera il consumo di una bevanda tossica per l’organismo dei più giovani.  Gaetano Gorgoni  

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