Società Lecce 

L’appello dell’arcivescovo alla comunità: "Non scendere a patto coi i mafiosi"

L’invito ai fedeli leccesi e all’associazionismo, all’indomani degli ordini di custodia cautelare nell’inchiesta “Final Blow”.   All’indomani dei prov...

L’invito ai fedeli leccesi e all’associazionismo, all’indomani degli ordini di custodia cautelare nell’inchiesta “Final Blow”.   All’indomani dei provvedimenti di custodia cautelare dell’inchiesta “Final Blow”, l’arcivescovo di Lecce, monsignor Michele Seccia, ha lanciato un appello alla comunità salentina, riprendendo l’invito alla conversione che Papa Giovanni Paolo II rivolse il 9 maggio 1993 dalla Valle dei Templi di Agrigento, tuonando contro i mafiosi: “Convertitevi, una volta verrà il giudizio di Dio”. “Le ultime vicende, purtroppo – afferma -, ripropongono una situazione già nota. E le recenti indagini condotte dagli inquirenti svelano - qualora ci fosse ancora bisogno di conferme - che la criminalità organizzata ormai si è introdotta in tutti tessuti e, in un silenzio sommerso ma terribilmente assordante, muove i fili di molti settori della vita economica di questo territorio. A volte, con il chiaro tentativo di corrompere o addirittura di sostituirsi alle istituzioni chiamate a servire la comunità: non è un caso se il Salento detenga il triste record di amministrazioni pubbliche sciolte per il fondato sospetto di infiltrazioni malavitose”. Seccia ringrazia personalmente le Autorità Civili e Militari che ogni giorno sul campo si fanno garanti della sicurezza e del rispetto dei diritti di tutti noi e chiede ai fedeli “il coraggio di scegliere sempre la via del bene. Pensate e agite seguendo in ogni circostanza la vostra coscienza: siate certi che essa vi indicherà la strada giusta secondo giustizia e legalità”. “E se dovesse mai capitarvi – prosegue - di essere a conoscenza di azioni criminose o di affari illeciti o, peggio ancora, qualcuno di voi ne fosse vittima, ricordate che l’agire omertoso è il migliore alleato della criminalità. Non abbiate, invece, paura di denunciare alle autorità competenti: avrete scelto con coraggio la via del bene. E del bene comune. Onestà e rettitudine sono fondamenti di una società più giusta e più fraterna”. Seccia chiede il coraggio di denunciare, per combattere le “strutture di peccato” e “alimentare la speranza e il futuro dei nostri ragazzi”. Quindi, un appello diretto a sacerdoti e comitati feste: “Guardatevi di non scendere ad accordi con soggetti e ditte che attraverso promesse accattivanti possono stringervi in legami pericolosi. La Chiesa non può e non deve scendere a compromessi con nessuno. Tanto meno con chi afferma di fornire prestazioni ma in fondo intende solo servirsi dell'istituzione, del parroco, o del comitato feste per perseguire utili propri e non sempre secondo la legge”. “La trasparenza dei bilanci – aggiunge - delle feste patronali o parrocchiali o rionali a sfondo religioso è condizione indispensabile per testimoniare vera devozione e amore verso il Signore, verso la Madonna e verso i Santi. Le norme ci sono e vanno attuate: il riferimento agli uffici di Curia per le autorizzazioni canoniche per l'approvazione dei bilanci non costituisce una novità, ma viene ribadita una prassi canonica e civile che non di rado viene elusa”.  

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