Cronaca Lecce 

Giovane maestra salentina in isolamento nella "zona rossa": "Una vita cambiata in poche ore"

Maria Lucia vive in isolamento insieme al marito e alla figlia di due anni da venerdì: "Per strada è un deserto e quando incrociamo qualcuno rimaniamo a distanza. Siamo preoccupati ...

Maria Lucia vive in isolamento insieme al marito e alla figlia di due anni da venerdì: "Per strada è un deserto e quando incrociamo qualcuno rimaniamo a distanza. Siamo preoccupati ma fiduciosi: passerà".  Scuole, luoghi di lavoro, negozi tutto chiuso. E la vita che cambia nel giro di poche ore. Maria Lucia è una giovane maestra salentina che vive nella “zona rossa”, al centro del “triangolo” tra Casalpusterlengo, Castiglione d'Adda e Codogno, il primo e più esteso focolaio di coronavirus in Italia. “Venerdì mattina mi hanno chiamato dall'asilo nido di mia figlia per dirmi di andare a prendere la bambina perché la scuola chiudeva – racconta Maria Lucia- è stato un colpo al cuore. Da un giorno all'altro ti ritrovi a cambiare tutte le tue abitudini e a temere per la salute tua e dei tuoi cari”. La giovane maestra è originaria di un popoloso comune della provincia di Lecce e vive in un piccolo paese del lodigiano da dieci anni insieme al marito, anche lui salentino, appartenente alle forze dell'ordine. “Da venerdì è iniziato il nostro isolamento: usciamo solo una volta al giorno soprattutto per far prendere aria alla bambina – racconta – per le strade non c'è nessuno e quando casualmente incrociamo qualcuno rimaniamo sempre a distanza. Ho alcuni parenti che vivono a poche centinaia di metri da noi ma preferiamo sentirci per telefono”. Non è psicosi o ansia eccessiva, spiega Maria Lucia, ma una precauzione per evitare rischi per tutti: “I primi giorni eravamo molto spaventati, poi ci siamo informati meglio. Certo - continua- quando sentiamo avvicinarsi un'ambulanza in lontananza la preoccupazione sale perché il primo pensiero è che qualcuno del nostro paese sia stato contagiato”. Da domenica – spiega Maria Lucia- le pattuglie delle forze dell'ordine hanno iniziato a controllare meglio le vie di fuga dal paese ma nelle ore immediatamente successive qualcuno è riuscito a sfuggire alla quarantena. “Quindici giorni prima del primo caso, i miei genitori e altri parenti di mio marito sono stati in visita da noi e una volta tornati nel Salento, hanno comunicato il fatto alle autorità: per fortuna stanno tutti bene”. “Oggi qui ci sentiamo come in un vecchio villaggio western abbandonato e isolato dal mondo- conclude la maestra salentina- la speranza è che finisca presto la quarantena e che possiamo pian piano ritornare alla nostra vita”. mgm

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