Cronaca Lecce 

“Final Blow”, manette per 72 persone: scacco al clan Pepe

La Squadra mobile di Lecce ha sgominato le attività del clan, uno dei principali in tutta la provincia di Lecce.  Custodia cautelare per 72 persone indagate a vario titolo per i reati d...

La Squadra mobile di Lecce ha sgominato le attività del clan, uno dei principali in tutta la provincia di Lecce.  Custodia cautelare per 72 persone indagate a vario titolo per i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, violazione della legge sulle armi, associazione finalizzata al traffico di droga ed esercizio aggravato e partecipazione al gioco d'azzardo. Ad eseguire l’ordinanza del Gip del Tribunale di Lecce, alle prime luci dell'alba, su richiesta della Procura di lecce, sono gli agenti della Squadra mobile di Lecce. Per ora sono stati arrestate, a Lecce e provincia, 68 persone: l’attività è ancora in corso. Le indagini sono partite alla fine dell’anno 2017 quando gli investigatori hanno intercettato una lettera proveniente dal carcere il cui mittente è stato poi identificato nell’ergastolano Cristian Pepe, capo storico dell'omonimo clan mafioso egemone a Lecce insieme al fratello Antonio, meglio noto con il soprannome di “Totti”. Le indagini hanno evidenziato come il sodalizio criminale avesse ormai preso il controllo esclusivo, nella città di Lecce e in molti dei comuni dell'hinterland, delle principali attività criminali: approvvigionamento di sostanza stupefacente e vendita al dettaglio, estorsioni e controllo del gioco d’azzardo. Al clan Pepe, che allo stato rappresenta uno dei principali sodalizi criminali della Provincia di Lecce, si sono assoggettati mano a mano diversi gruppi criminali operanti nelle zone di Squinzano, Galatone, Nardò, Surbo, nonché delle marine adriatiche. Le investigazioni hanno altresì evidenziato il consolidato rapporto con le organizzazioni criminali brindisine che hanno trovato nel Capo Clan reggente Antonio Pepe e nei suoi affiliati, tra i più vicini Antonio Marco Penza, Valentino Nobile, Stefano Monaco e Manuel Gigante, i principali interlocutori per la gestione degli affari criminali tra le due provincie. Le indagini hanno permesso di far luce anche sull'attentato incendiario avvenuto il 30 agosto 2017 ai danni del comandante della stazione dei carabinieri di Surbo, “colpevole” di aver indagato in maniera puntuale sulle attività criminali del clan sul territorio di competenza. Altro fronte di interesse degli uomini del clan riguardava la gestione delle cosiddette “bische clandestine” dalle quali incassavano il 40 % degli introiti e persino il tentativo, da parte del reggente Totti Pepe, di condizionare, in suo favore i risultati di giochi gestiti dal monopolio di stato cercando attraverso pressioni di ottenere agevolazioni nelle vincite per gli appartenenti al clan ed i loro familiari. L'operazione “final blow” ha anche aperto un nuovo fronte d'indagine che riguarda l'organizzazione di eventi e spettacoli all'interno del parco comunale di Belloluogo: in particolare è emerso come gli uomini del clan Pepe puntassero ad accaparrarsi la gestione della security dei due concerti di Gianna Nannini e dei Sud Sound System (poi cancellato per mancanza di autorizzazioni) e del business dei parcheggi abusivi all'esterno, oltreché quello della vendita di stupefacenti. Per raggiungere i proprio scopi non avrebbero esitato a minacciare anche degli amministratori locali. Nel corso delle investigazioni sono state documentate cessioni di svariati chilogrammi di eroina e cocaina e sequestrate alcune centinaia di chilogrammi di marijuana. Nel corso dell’attività è inoltre stata sequestrata una pistola con relativo munizionamento perfettamente funzionante. All’operazione di stamattina hanno preso parte circa 400 uomini della Polizia di Stato, con il supporto di unità elitrasportate del Reparto Volo di Bari ed unita cinofile. “L'organizzazione è complessa e articolata in diversi gruppi, che fanno capo al clan Pepe Briganti. La Scu non è purtroppo scomparsa: ci sono affiliazioni e reclutamenti con riti precisi – ha commentato il Questore di Lecce Francesco Messina durante la conferenza stampa - dall'interno delle carceri i capi riuscivano a gestire le attività, ma aver neutralizzato il braccio armato ci fa ben sperare per il futuro. “Si tratta di un'indagine molto importante non solo per i numeri ma anche per quella che era la vitalità di questa associazione criminale che riesce a smerciavano 10 chili di cocaina alla settimana" -ha aggiunto il direttore della centrale operativa. In carcere sono stati confinati Angelo Brai, 47enne di Merine; Maurizio Pasquale Briganti, 51 anni, di Lecce;  Salvatore Bruno, 54 anni di Lizzanello; Debora Buscicchio, 30enne di Lecce; Luigi Buscicchio, 63enne di Lecce; Andrea Cafiero, 29enne leccese; Dario Calogiuri, 40enne leccese;  Cristian Calosso, 34enne di Lecce; Stefano Castrignanò, 33enne di Lecce; Riccardo Cozzella, 33 anni di Trepuzzi; Nicolas De Dominicis, 23enne di Vernole; Santo Gagliardi, 55enne leccese; Stefano Garrisi, 32 anni di Caprarica; Manuel Gigante, 39enne di Lecce; Leandro Greco, 41enne di Lecce; Paolo Guadadiello, 33 anni di Squinzano; Stefano Guadadiello, 36enne di Squinzano; Fabio Lanzillotto, 36enne di Galatone; Luigi Lazzari, 45enne di Cavallino; Francesco Leo, 35 anni di Caprarica; Antonio Leto, 30 anni di Caprarica; Raffaela Lodeserto, 54 anni di Leverano; Vito Manzari, 61enne di Lecce; Giuseppe Marzano, 54 anni di Galatone; Graziano Mazzarelli, 29enne di Lecce; Luciano Mazzei 32 anni di Calimera; Astrit Mehmeti detto “zio” 56 anni di Lizzanello; Mario Miccoli, 50 anni di Lecce; Stefano Monaco, 30 anni, di Lecce; Sebastiano Montefusco, 47 anni, di Galatone; Gianluca Negro 35enne di Surbo; Giovanbattista Nobile, 35 anni, di Lecce; Valentino Nobile, 30enne di Surbo; Gianluca Palazzo, 45 anni di Lecce; Francesco Panese, 25 anni, di Calimera; Antonio Marco Penza, 37enne di Lecce; Vito Penza, 34 anni di Lecce; Andrea Pepe, 64 anni, di Lecce; Antonio Pepe, 59 anni di Lecce; Cristian Pepe, 36enne di Lecce; Fabio Pepe, 47 anni, di Lecce; Ruggerro Perrotta, 45 anni, di Melendugno; Giovanni Persano, 39enne di Lecce; Paolo Pici, 51 anni, di Lecce; Shkelzen Pronjaj, 35enne di nazionalità albanese ma residente a Lizzanello; Gabriele Russo, 28 anni di Galatone; Guerino Russo 49 anni di Galatone; Cristian Salierno, 37enne di Lecce; Giuseppe Sammito, 41 anni, di Otranto; Andrea Saponaro, 29enne di Lecce; Vincenzo Stippelli, 42 anni, di Squinzano e Luigi Vergine, 46 anni, di Squinzano. Domiciliari per Alvaro Basi, 28enne di Lecce; Riccardo Buscicchio, 49 anni di Lecce; Cengs detto “Gengi” De Paola, 45 anni, di Acquarica Del Capo; Rita Greco, 78 anni, di Lecce; Gennaro Hajdari, 37 anni, residente al campo Panareo di Lecce; Vincenzo Lanzillotto, 40enne di Galatone; Antonio Leo, 33 anni, di Caprarica; Anna Lodeserto, 57 anni, di Lecce; Michele Lodeserto, 51 anni, di Lecce; Mattia Marzano, 29 anni, di Galatone; Vincenzo Modesto, 30 anni di Squinzano; Daniele Monaco, 34 anni di Lecce; Roberto Patera, 42 anni di Galatone; Samuele Prete, 25enne di Galatone; Salvatore Stefanizzi, 31 anni, di Squinzano; Luca Vantaggiato, 35 anni di Lizzanello; e Susanna Vonghia, 54 anni, di Galatone.      

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