Economia e lavoro Lecce 

Il caldo anomalo anticipa le primizie: già maturi fragole, asparagi e fave

I dati rilevati da Coldiretti dopo l'inverno mite di quest'anno.  Il caldo anomalo anticipa di oltre un mese di anticipo le primizie di primavera: fragole, zucchine, asparagi e anche fave i...

I dati rilevati da Coldiretti dopo l'inverno mite di quest'anno.  Il caldo anomalo anticipa di oltre un mese di anticipo le primizie di primavera: fragole, zucchine, asparagi e anche fave in netto anticipo rispetto al tradizionale appuntamento del primo maggio. E’ quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti Puglia nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica sugli effetti concreti dei cambiamenti climatici in un inverno che ha fatto registrare fino ad ora nel Vecchio Continente temperature di 3,1 gradi superiori la media di riferimento (1981 -2010). “Lo scenario in Puglia è primaverile con mandorli, biancospini e mimose fioriti, albicocchi e peschi con infiorescenze al 50%, mentre sui banchi sono già pronti per il consumo fragole, zucchine, asparagi, pomodori ciliegino, broccoletti, cavolfiori e cime di rapa con una anticipazione in alcuni casi di oltre un mese rispetto ai tempi normali di raccolta, mentre il grano duro risulta ingiallito”, denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia. Il caldo anomalo – sottolinea la Coldiretti – ha stravolto completamente i normali cicli colturali e di conseguenza anche le offerte stagionali presenti su scaffali e bancarelle in questo periodo dell’anno. Per non cadere nell’inganno del falso made in Italy è importante tuttavia verificare sempre l’origine nazionale in etichetta che – precisa la Coldiretti – è obbligatoria per la frutta e verdura e privilegiare gli acquisti direttamente dagli agricoltori nelle aziende o nei mercati di campagna Amica dove i prodotti sono anche piu’ freschi e durano di piu’. In Puglia la disponibilità di acqua negli invasi – aggiunge Coldiretti Puglia - è addirittura dimezzata in 12 mesi con circa 140 milioni di metri cubi, contro i 280 di un anno fa secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio Anbi. “Le aree pugliesi esposte al rischio desertificazione sono pari al 57% - aggiunge Muraglia – e il conto pagato dall’agricoltura, soggetta ai cambiamenti climatici e alla siccità è salato. Il moltiplicarsi di eventi estremi, sfasamenti stagionali e precipitazioni brevi, ma intense e il repentino passaggio dal sereno al maltempo, con bruschi crolli o innalzamenti delle temperature, sono all’ordine del giorno e arrecano danni gravi alle colture nelle aree più colpite dal clima pazzo”. L’agricoltura – conclude la Coldiretti – è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici con una perdita in Puglia di oltre 3 miliardi di euro nel corso del decennio tra produzione agricola, strutture e infrastrutture rurali.  

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