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Nessuna VIA per l'impianto che trasforma l'amianto grazie al latte: il Tar respinge i ricorsi

 I Comuni di San Donato, San Cesario, Lizzanello e Lequile avevano presentato ricordo contro il ministero dell'Ambiente che aveva escluso la VIA per l'impianto di Cavallino. L'impianto speriment...

 I Comuni di San Donato, San Cesario, Lizzanello e Lequile avevano presentato ricordo contro il ministero dell'Ambiente che aveva escluso la VIA per l'impianto di Cavallino. L'impianto sperimentale per la trasformazione dell'amianto dagli acidi del latte che sorgerà a Cavallino non necessità di Valutazione di Impatto Ambientale. Il Tar Lecce ha respinto i ricorsi dei Comuni di San Donato, San Cesario, Lizzanello e Lequile contro il ministero dell'Ambiente che nel 2018 aveva stabilito la non assoggettabilità a VIA dell'impianto proposto dalla società Project Resouces Asbestos s.r.l. L'impianto in questione produce una trasformazione molecolare dell’amianto sfruttando le proprietà acide del siero di latte esausto. “La non assoggettabilità a VIA del progetto è stata autorizzata sulla base di una istruttoria quantomai ampia e approfondita – si legge nella sentenza pubblicata ieri dalla seconda sezione del Tar - in particolare, sono state compiutamente analizzate tutte le fasi, sia di trasformazione dell’amianto, sia delle attività ad essa successive […]. Particolari prescrizioni sono state poi dettate con riferimento ai locali adibiti alla sperimentazione, al fine di evitare la dispersione di sostanze nocive in atmosfera. A tal riguardo, l’Amministrazione ha imposto prescrizioni da osservarsi, rispettivamente, nella fase antecedente, concomitante e successiva all’attività oggetto di sperimentazione. Il prototipo sperimentale sarà ospitato all’interno di un capannone industriale esistente, ubicato nella zona PIP del Comune di Cavallino; all’interno del quale verrà delimitata un’area dedicata avente estensione di circa 40 mq, in cui si provvederà a realizzare i locali che conterranno tutte le attrezzature necessarie allo svolgimento dell’attività sperimentale. “La valutazione di non assoggettabilità a VIA consegue all’espletamento di un’istruttoria assolutamente ampia e approfondita da parte dell’Amministrazione; istruttoria mirante ad intercettare ogni possibile fonte di rischio conosciuta, azzerandone l’impatto negativo per la salute umana. In sostanza – bacchettano i giudici del Tar- il Comune ricorrente (San Donato ndr) pretende di porsi esso stesso quale Amministrazione preposta alla tutela dell’ambiente, in assenza di competenze tecniche specifiche, le quali vengono interamente delegate ad una relazione tecnica di parte, che non contiene tuttavia alcun elemento volto a scalfire la certosina istruttoria compiuta dall’Amministrazione”. mgm  

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