Salute Sette Lecce 

Coronavirus: psicosi anche nel Salento, task force del ministero 

 Per sgomberare il campo dai dubbi, torniamo a parlare di coronavirus proveniente dalla Cina, anche perché il Ministero della Salute ha messo in campo una squadra di lavoro che presto si c...

 Per sgomberare il campo dai dubbi, torniamo a parlare di coronavirus proveniente dalla Cina, anche perché il Ministero della Salute ha messo in campo una squadra di lavoro che presto si collegherà con le Asl pugliesi. La fobia del virus sta generando psicosi prive di fondamento. Peggiorano la situazione le fake news che circolano su whatsapp: messaggi che raccontano di un allarme nel pronto soccorso leccese (che c’è stato, ma è rientrato subito). Oggi possiamo dire che il pericoloso virus proveniente dalla Cina non è sbarcato in Italia. Giuseppina Turco, responsabile Sisp area Sud: “Necessario tenere alta la guardia. A breve faremo analisi di controllo anche a Bari, senza inviarle a Roma”.   Il Ministero della Salute ha già messo in campo una task force sul coronavirus alla quale ha partecipato Ranieri Guerra per l’Oms. “Ho voluto ringraziare personalmente le nuove squadre di medici che stanno rafforzando i nostri controlli aeroportuali e il nostro call center 1500” - ha dichiarato il ministro della Salute Roberto Speranza a margine della riunione della task-force che si è tenuta il 27 gennaio, in via Ribotta a Roma - Gli esperti hanno verificato la piena operatività delle procedure di controllo avviate il 26 gennaio negli aeroporti di Roma Fiumicino e Milano Malpensa. Al momento tutti i controlli procedono regolarmente”. Vanno avanti anche le sessioni di formazione per medici e personale sanitario che rafforzeranno ulteriormente i controlli negli aeroporti e integreranno lo staff della sala operativa del numero di pubblica utilità 1500, attivo 24 ore su 24. Al corso prendono parte i mediatori culturali addetti a dialogare con i cittadini cinesi che si rivolgeranno al servizio. I FALSI ALLARMI  Al momento tutti i casi sospetti segnalati in Italia si sono rivelati infondati. Per informazioni è attivo e costantemente aggiornato il sito tematico ‘Nuovo Coronavirus’.  Uno dei più recenti falsi allarmi ha interessato proprio il Pronto Soccorso di Lecce, dove, due giorni fa, un professore di musica (tornato dalla Cina) si era recato con una febbre alta per fare tutti gli accertamenti. Dopo un primo allarme, generato da un messaggio su whatsapp, i giornali locali hanno subito chiarito che si trattava di una fake news. In queste occasioni c’è chi si lascia trasportare dal panico creando allarme sociale ingiustificato, ma la realtà è che il virus non è mai entrato in Italia. “Dobbiamo tenere alta la guardia - spiega Giuseppina Turco, del SISP area sud dell’Asl leccese - Stiamo seguendo scrupolosamente le indicazioni del Ministero. A breve avremo la possibilità di fare tutti gli accertamenti dei futuri casi sospetti direttamente a Bari, senza inviare tutto a Roma. Il Ministero si è organizzato benissimo controllando tutti gli accessi, soprattutto dagli aeroporti: speriamo che basti a non far entrare il nuovo virus”.  COS’È IL NUOVO CORONAVIRUS?  “Un nuovo coronavirus (CoV) è un nuovo ceppo di coronavirus che non è stato precedentemente mai identificato nell'uomo - spiegano gli esperti del Ministero - I coronavirus sono una vasta famiglia di virus noti per causare malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie più gravi come la sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e la sindrome respiratoria acuta grave (SARS). Indagini dettagliate hanno scoperto che, in Cina nel 2002, SARS-CoV è stato trasmesso dagli zibetti agli uomini e, in Arabia Saudita nel 2012, MERS-CoV dai dromedari agli uomini. Numerosi coronavirus noti circolano in animali che non hanno ancora infettato esseri umani. Man mano che la sorveglianza migliora in tutto il mondo, è probabile che vengano identificati più coronavirus”. Il virus può essere trasmesso da persona a persona e non esiste cura o vaccino per il nuovo coronavirus. I sintomi più comuni includono febbre, tosse e difficoltà respiratorie. Nei casi più gravi, l'infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte.  Gaetano Gorgoni

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