Economia e lavoro San Cesario 

Mercatone Uno, ansia per le sorti dei lavoratori pugliesi e salentini

Situazione particolare per 80 lavoratori pugliesi, impiegati nei punti vendita di San Cesario e Bari Max, all’interno della grande vertenza nazionale. I due immobili erano in affitto sono tornat...

Situazione particolare per 80 lavoratori pugliesi, impiegati nei punti vendita di San Cesario e Bari Max, all’interno della grande vertenza nazionale. I due immobili erano in affitto sono tornati ai legittimi proprietari. Oggi a Bari, davanti alla sede della presidenza della Regione, i lavoratori della Mercatone Uno di San Cesario e Bari Max si sono radunati in sit-in e ottenuto un incontro con i responsabili della Task Force regionale sull’occupazione. Filcams Cgil, Uiltucs Uil e Fisascat Cisl, con i segretari Daniela Campobasso, Valentina Donno, Antonio Palermo, hanno evidenziato all’unisono che nell’ambito della drammatica vicenda dei lavoratori Mercatone Uno, poi passati a Shernon ed attualmente in cassa integrazione straordinaria (fino al 23 maggio), esiste una problematicità particolare per i punti vendita di Bari Max e San Cesario. Queste strutture infatti non sono di proprietà di Mercatone Uno e pertanto sono rientrate nelle disponibilità dei rispettivi proprietari. Nel caso in cui gli asset della Shernon (ultima proprietaria del marchio Mercatone Uno) dovessero essere acquisiti da altri investitori, gli 80 lavoratori dei due punti vendita rischiano di ritrovarsi senza una struttura fisica dove riprendere il lavoro dopo il periodo trascorso con gli ammortizzatori sociali. I sindacati, preoccupati per il futuro di questi lavoratori, hanno chiesto alla Regione Puglia di farsi attore proattivo di un incontro con i commissari ministeriali che gestiscono l’intera partita, affinché gli stessi chiariscano lo stato dell’arte sulle manifestazioni di interesse palesate al Ministero dello Sviluppo Economico durante l’ultimo incontro. Dal momento che il 23 maggio è praticamente alle porte, le organizzazioni sindacali sono fortemente in allarme per l’attuale assenza di prospettive occupazionali per i lavoratori alla scadenza della cassa integrazione (e vista l’assenza di nuovi investitori). Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltus Uil chiedono che i lavoratori dei due punti vendita di San Cesario e Bari Max restino ancorati alle licenze commerciali, il che vincolerebbe anche la loro auspicata ricollocazione. La Regione ha ribadito il proprio impegno a monitorare la vicenda, il sindacato ancora una volta non mollerà finché non si configureranno soluzioni concrete per le famiglie interessate.  

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