Salute Sette Corsano 

Contratture, strappi e infiammazioni: l’intervento del fisioterapista

La figura del fisioterapista non entra in gioco solo quando ci sono problemi muscolari o infiammazioni. La fisioterapia è una disciplina che gioca un ruolo importante anche nella prevenzione di...

La figura del fisioterapista non entra in gioco solo quando ci sono problemi muscolari o infiammazioni. La fisioterapia è una disciplina che gioca un ruolo importante anche nella prevenzione di guai muscolari per gli sportivi e per determinate tipologie di lavoratori. Con la dottoressa Enza Longo, fisioterapista titolare dello studio fisioterapeitico e riabilitativo “FISIOTEK” di Corsano, oggi vi diamo i consigli giusti per affrontare con maggiore consapevolezza i più svariati problemi: dalla riabilitazione nella cura di malattie neurodegenerative, alla cura di traumi muscolari, infiammazioni, strappi e contratture.  La fisioterapia è un importante settore della medicina che si occupa di prevenzione, cura e riabilitazione di pazienti con patologie o disfunzioni al sistema neuromuscoloscheletrico: ha origini antichissime (si praticava anche ai tempi di Ippocrate). Oggi la tecnologia permette di porre rimedio a infortuni anche molto seri. Terapia strumentale, manuale e riabilitativa sono i grandi pilastri di questa professione. Ma, per quanto riguarda gli sportivi e i lavoratori sottoposti a fatiche usuranti, il fisioterapista ha una funzione fondamentale di prevenzione di tutti quei guai muscolari o articolari a cui si può andare incontro quando si pratica un’intensa attività fisica o lavorativa, esposta a sforzi che mettono a dura prova il fisico. Nella prevenzione la terapia si avvale della manipolazione dei tessuti periferici e utilizza il linfodrenaggio, la massoterapia, l'osteopatia ed altri tipi di tecniche manipolative. Nella campo della riabilitazione la fisioterapia ha un ruolo importantissimo: è un percorso per il recupero di funzioni lese da un processo patologico in ambito ortopedico, neurologico, cardio-respiratorio e altro. Non bisogna sottovalutare l’importante ruolo del fisioterapista nel recupero dopo traumi o interventi chirurgici. Conoscere l’ambito di intervento di questa figura è importante per ognuno di noi: prima che l’infiammazione si cronicizzi, una buona fisioterapia, unita ad eventuali interventi farmacologici, può evitare il cronicizzarsi di un problema. Oggi, con la dottoressa Longo, diamo delle risposte ad alcune domande sui problemi più diffusi tra i lavoratori e gli sportivi: si pensi alla contrattura muscolare, causata da una sollecitazione muscolare eccessiva applicata in circostanze sconsigliabili (muscolo freddo, scarso livello di allenamento, movimento incontrollato o brusco, squilibri posturali o muscolari, deficit di coordinazione e altre situazioni). Nel nostro organismo, quando c’è una contrattura, il dolore è un meccanismo difensivo: siamo in una situazione di sovraccarico. Le nostre attività quotidiane verranno stravolte e si verificherà un notevole abbassamento della qualità della nostra vita nei casi più seri. I guai muscolari non devono essere sottovalutati e meritano di essere affrontati con una strategia preventiva giusta: ecco perché la figura del fisioterapista è fondamentale. La fisioterapia è la soluzione a tutta una serie di problemi degli sportivi: lesioni muscolari, stiramenti, distrazione o strappo e tanto altro. Per saperne di più bisogna leggere l’intervista all’esperta che vi proponiamo oggi.  INTERVISTA ALLA FISIOTERAPISTA ENZA LONGO, TITOLARE DELL’AMBULATORIO DI FISIOTERAPIA E RIABILITAZIONE “FISIOTEK” DI CORSANO Dottoressa, facciamo una premessa: il fisioterapista entra in gioco solo quando c’è un problema o la necessità di un recupero delle funzionalità, oppure ha un ruolo anche di preparazione muscolare e prevenzione dei problemi muscolari degli sportivi? “Molti conoscono il fisioterapista come figura professionale una volta che il danno è avvenuto, ma pochi sanno che il fisioterapista è fondamentale nella fase di prevenzione ossia quando il danno non è ancora avvenuto. Infatti, con gli sportivi soprattutto, bisognerebbe intervenire periodicamente. È necessario un trattamento preparatorio per evitare che il danno avvenga e quindi mantenere l'organismo in una condizione tale che possa avere livelli di performance alti senza guai muscolari. Quindi il fisioterapista fa prevenzione e non solo trattamento nel patologico”. Di fronte a un’infiammazione o a una contrattura muscolare dovuta all’attività fisica o lavorativa il fisioterapista come interviene? In questo casi il fisioterapista si avvale della collaborazione di qualche altra figura medica? “Quando è in corso un’infiammazione e il momento per rivolgersi al fisioterapista. Nel caso dell'apparato muscolo-scheletrico, sul quale il fisioterapista interviene, l'infiammazione si manifesta quando c'è un sovraccarico su certe fasce muscolari o articolari: quindi forzando, nel tempo, si può trasformare in un'infiammazione cronica. Anche quando facciamo un movimento sbagliato e improvviso, come la distorsione alla caviglia, si manifesta un'infiammazione acuta. L'intervento del fisioterapista in caso di infiammazione serve a:  - drenare via più velocemente le cellule lesionate o morte;  - far diminuire il dolore;  - permettere alla persona di ricominciare a muoversi; - migliorare la cicatrizzazione dei tessuti.  Il fisioterapista interviene con modalità diverse. Nel caso di un blocco improprio alla schiena o un dolore persistente alla spalla, la fisioterapia sceglie una strada dolce, non traumatica. Il fisioterapista, attraverso una terapia manuale o fisica ( ovvero con strumenti), è in grado di far diminuire le tensioni: solo dopo si interviene direttamente sulla schiena o sulla spalla per lavorare le lesioni microscopiche presenti. Quando invece siamo in presenza di un’infiammazione acuta, come la distorsione di una caviglia, ad esempio, non bisogna toccare la parte che ha già creato stress notevole al  sistema nervoso periferico. Il fisioterapista lavora innanzitutto la caviglia sana e poi massaggia tutti i muscoli collegati e traumatizzati quando c’è una distorsione.  Il fisioterapista lavora in collaborazione con altre figure professionali della sanità, ma siamo noi a fare la diagnosi funzionale, la prognosi e la realizzazione di un percorso terapeutico riabilitativo adeguato al paziente, sino al raggiungimento del miglior risultato”. Quindi, il fisioterapista (insieme all’ortopedico) ha un ruolo chiave nelle infiammazioni articolari, nelle epicondiliti o quando si hanno problemi alla schiena?  “Il fisioterapista ha l'obiettivo di migliorare la qualità della vita: si occupa, infatti, di ridurre il dolore e di aumentare la flessibilità e la qualità del movimento dei pazienti, tramite terapia fisica e tecniche di riabilitazione”. La fisioterapia ha un ruolo molto importante anche nella fase riabilitativa, nel campo delle malattie neurologiche, vero? “Certamente. Quando il sistema nervoso subisce un danno (Parkinson, Sclerosi multipla o le forme atassiche) anche le capacità motorie risultano compromesse, portando una limitazione dell'autonomia del paziente, che non risulta più in grado di svolgere le banali attività quotidiane. Questo porta ad un peggioramento della qualità generale della vita del paziente. Per combattere ciò, la fisioterapia risulta fondamentale: in questi casi si seguono protocolli specifici”.  In cosa consiste l’esercizio terapeutico riabilitativo?  “L'approccio del fisioterapista deve essere globale ed essere in grado di aumentare le informazioni perse con esercizi mirati al controllo propriocettivo, a ricostruire biomeccanismi che più si adattano ai bisogni del paziente”. Quali sono le tecnologie di ultima generazione per combattere le infiammazioni muscolari? “Non c’è unanimità della comunità scientifica. Comunque, per combattere le infiammazioni muscolari, tra le tecnologie di ultima generazione che danno buoni risultati, troviamo la Tecarterapia INDIBA: Terapia Cellulare Attiva in grado di curare patologie osteo-articolari, muscolari, tendinee, nervose e connettivali, alleviando il dolore già dalla prima seduta anche in patologie croniche.  In sintesi svolge tre azioni:  - un'immediata ed efficace azione analgesica che avviene agendo sui recettori del dolore attraverso un'azione drenante dei tessuti; - una stimolazione funzionale del circolo periferico attraverso l'incremento della temperatura endogena;  rimaneggiamento dei tessuti fibrotici con il ripristino dello slide - sistemtissutale” Come si previene una contrattura? “La contrattura muscolare è una lesione del muscolo provocata dalla contrazione involontaria e improvvisa di uno o più muscoli. Si manifesta con la comparsa di rigidità e ipertonia (aumento del volume) e delle fibre muscolari coinvolte. Per evitare una contrattura muscolare è importante preparare i muscoli allo sforzo. Oltre al tradizionale riscaldamento, si esegue un massaggio di riscaldamento”. Come si cura una contrattura muscolare?  “Quando un soggetto ha una contrattura a un muscolo, deve assolutamente rispettare i segnali che provengono dal proprio corpo interrompendo l'attività che stava svolgendo prima della comparsa dei sintomi. Nei casi più lievi, se abbiamo a che fare con soggetti non propriamente sportivi, basterà un semplice riposo di pochi giorni (fino a una settimana) cercando di tenere il muscolo contratto in accorciamento a ‘caldo’ In fase acuta, vale sempre la regola del freddo, che tenderà a bloccare il processo di contrazione. In fase sub-acuta, invece il calore, magari un bagno caldo, aiuterà il rilasciamento e donerà sollievo, seppur momentaneo. Quando il dolore è meno intenso, si dovrà procedere con terapie mirate volte a ‘sciogliere’ e rilassare il muscolo. Solo quando la contrattura muscolare è ridotta o ammorbidita, si procederà ad una serie di esercizi di mobilizzazione articolare e a un rinforzo muscolare. Il fisioterapista ha a disposizione molte tipologie di trattamento per curare la contrattura di un muscolo”. Come si previene e come si cura uno strappo muscolare? “Lo strappo muscolare si verifica quando alcune fibre, si rompono a causa di uno sforzo acuto. Il muscolo freddo, proprio in quanto impreparato allo sforzo, oppure perché troppo affaticato, non riesce a reggere un un allungamento eccessivo a cui non era preparato. Per evitare la comparsa di uno strato muscolare, bisogna seguire regole imprescindibili: scaldare i muscoli prima dello sport, coprirsi sempre nei giorni più freddi, fare stretching dopo l'attività. Gli interventi più indicati per riparare uno strappo muscolare sono:  - intervento di primo soccorso: trattare la parte interessata con ghiaccio, questo fa si che la lesione non si estenda; evitare altri sforzi;  - effettuare un' ecografia o risonanza magnetica;  - tenere a riposo per una o due settimane (doppio nelle lesioni di secondo e terzo grado) la zona interessata; - chiedere informazioni per avviare un ciclo di fisioterapia.  La fisioterapia può garantire la corretta guarigione del muscolo e il totale recupero della sua mobilità”. Gaetano Gorgoni    

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