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Fumo passivo, 15 anni fa una legge ha limitato i danni. I rischi della sigaretta elettronica

Ha solo 15 anni la normativa che tutela i polmoni della collettività: il 10 gennaio 2005 è entrata in vigore la legge 3/2003. Per decenni andare in un locale pubblico, al ristorante o al...

Ha solo 15 anni la normativa che tutela i polmoni della collettività: il 10 gennaio 2005 è entrata in vigore la legge 3/2003. Per decenni andare in un locale pubblico, al ristorante o al pub, fino all’alimentari, significava intossicarsi senza poter fare nulla. L’Italia è stato il primo tra i grandi paesi europei a regolamentare il fumo in tutti i locali chiusi pubblici e privati, compresi i luoghi di lavoro e le strutture del settore dell’ospitalità. Il fumo passivo è letale per chiunque, provoca il cancro e tutta una serie di problemi a cui oggi accenneremo. Non va bene nemmeno il fumo della sigaretta elettronica: i paesi veramente civili riescono a far rispettare il divieto. Anche i locali, gli ambienti chiusi e gli oggetti dove si è fumato diventano nocivi per i più piccoli. Oggi si è presa coscienza di quanto sia stato grave essere stati fumatori passivi decenni passati.  La legge Sirchia compie 15 anni: è stata considerata in tutta Europa un modello di efficace intervento di salute pubblica. C’è stato anche qualche fumatore incallito che ha avuto il coraggio di protestare nel primo periodo. In tutto il mondo, in quest’ultimo decennio, sono state introdotte legislazioni a tutela dal fumo passivo, in alcuni casi anche più restrittive (non prevedendo, ad esempio, la possibilità di attrezzare sale per fumatori). Per fortuna abbiamo imparato a rispettare la nostra salute. Restano impresse nella memoria certe immagini raccapriccianti di 20 anni fa, quando si vedevano fumare nei corridoi di un ospedale salentino alcuni dirigenti di passaggio. Ne abbiamo fatta di strada prima di arrivare a capire. In 15 anni “i fumatori in Italia sono diminuiti di circa un milione ed è cresciuta la consapevolezza rispetto ai danni dell'uso del tabacco come mostrano le richieste di aiuto al Telefono Verde che, in questi 15 anni si sono quintuplicate” - spiegano gli esperti del Ministero della Salute. Il bilancio del Ministero è confortante: i fumatori sono diminuiti nella popolazione di 14 anni, passando da 23,8% a 19,0%; è diminuita la vendita dei prodotti del tabacco del 32% nel 2018 rispetto al 2004. Nonostante qualche grave violazione in alcuni locali notturni e discoteche, la percezione del rispetto del divieto di fumo è pari al 91,9% per i locali pubblici e al 93,9% per i luoghi di lavoro (in miglioramento anche nelle Regioni meridionali, dove era più difficile far rispettare i divieti). Purtroppo i giovani sono ancora sedotti dal fumo: tra i 20-24 anni la percentuale di fumatori è ancora alta, sia per gli uomini (32,4%) che per le donne (22,2%) e per la popolazione generale (27,7%). Si registra anche un’elevata prevalenza dei 15enni che dichiarano di aver fumato sigarette almeno un giorno nell’ultimo mese, con una marcata differenza di genere (24,8% nei ragazzi, 31,9% nelle ragazze). LE VIOLAZIONI E I CONTROLLI  Capita ancora di ritrovarsi in note discoteche in cui l’aria diventa irrespirabile e gli occhi si infuocano a causa della maleducazione di alcuni giovani che fumano nella pista da ballo. Lo stesso problema può essere scatenato da chi fuma la sigaretta elettronica in un cinema, costringendo gli altri a respirare i suoi miasmi. Dal 2005 al 2020 i Carabinieri per la tutela della salute - Nas hanno compiuto oltre 55 mila controlli in tutta Italia, presso stazioni ferroviarie, ospedali, ambulatori, musei e biblioteche, aeroporti, uffici postali, sale scommesse, discoteche, pub e pizzerie, rivendite di tabacchi, che hanno evidenziato il sostanziale rispetto della norma. Sono fioccate migliaia di multe negli anni scorsi, ma bisogna continuare a tenere alta la guardia.  SIGARETTE ELETTRONICHE: VALGONO GLI STESSI DIVIETI I recenti studi hanno fatto alzare la guardia anche sulle e-cig, che possono essere uno strumento di passaggio per smettere di fumare, ma che possono rivelarsi comunque nocive quando contengono nicotina ed altre sostanze tossiche. Secondo uno studio statunitense le sigarette elettroniche aumenterebbero il rischio di sviluppare patologie polmonari croniche. Si tratta di dispositivi che permettono l’inflazione senza combustione “Heat non Burn”, che nel 2019 sono arrivati a rappresentare il 4% del mercato. La scienza sta ancora verificando le conseguenze sulla salute, ma per ora non ci sono notizie rassicuranti. I RISCHI DELLA SIGARETTA ELETTRONICA  Oggi sappiamo che la sigaretta elettronica fa meno male di quella classica (a meno che in futuro la scienza non smentisca questo assunto) e spesso è utilizzata per combattere la dipendenza dalla nicotina. Però bisogna capire che anche questo dispositivo elettronico ha le sue controindicazioni:  aumenterebbe il rischio di soffrire di malattie polmonari croniche come asma, bronchite, enfisema o altre malattie ostruttive (questo emerge dalle ricerche dell’University of California di San Francisco, pubblicati sull’American Journal of Preventive Medicine). Di questa ricerca ne abbiamo parlato in un precedente servizio. Naturalmente, per il principio di precauzione, anche il fumo passivo di e-cig dev’essere evitato. Insomma, vietato fumare sigarette elettroniche nei luoghi chiusi.  I DANNI DEL FUMO PASSIVO Il fumo passivo danneggia  gravemente la salute: è ormai assodato, esistono chiare e note evidenze scientifiche. Il fumatore passivo si espone alle stesse malattie di chi fuma attivamente. Più dura l’esposizione e più il rischio di tumori e malattie respiratorie aumenta. I figli dei fumatori, soprattutto in età pediatrica, sono in grave pericolo se i genitori fumano a casa. Asma, bronchite cronica, enfisema polmonare, tumori, infertilità sono solo alcuni dei gravi problemi che scatena il fumo passivo. Essere costretti a subire il fumo di qualcun altro è un’autentica violenza che danneggia la nostra salute: ecco perché la sacrosanta legge antifumo passivo è oggi un baluardo di civiltà.  Gaetano Gorgoni

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