Salute Sette Lecce 

Ars medendi, l’orgoglio di essere medici nel Salento

Ieri, nel teatro Apollo, si è tenuta la festa della professione medica dell’OMCeO di Lecce. È il secondo appuntamento organizzato dall’Ordine dei Medici per dare il benvenuto...

Ieri, nel teatro Apollo, si è tenuta la festa della professione medica dell’OMCeO di Lecce. È il secondo appuntamento organizzato dall’Ordine dei Medici per dare il benvenuto ai nuovi iscritti: 227 giovani laureati in medicina e odontoiatria nel 2019, ma anche per festeggiare il traguardo dei 50 anni di professione medica raggiunto da 17 personalità che hanno contribuito a scrivere la storia della sanità salentina. La serata è stata arricchita dalle esibizioni di abilissimi musicisti, alcuni dei quali sono medici a tempo pieno. “È stata una serata dedicata all’orgoglio di essere medici in questa straordinaria terra, difficile ma ricca di bellezza. Ricordiamo che il Salento è fortemente penalizzato dalla carenza di medici” - ha commentato il presidente Donato De Giorgi nell’intervista che affronta i temi più spinosi della sanità salentina.  Poche professioni cambiano come quella medica, che si evolve con i grandi cambiamenti tecnologici e morali della società. “Una professione che cambia ogni giorno e che trae dall’errore umano e medico un’opportunità per migliorarsi” - spiega in apertura dell’evento all’Apollo di ieri, 30 dicembre 2019, il presidente dell’Ordine dei Medici e chirurgo di lungo corso, Donato De Giorgi. L’invito è quello di conservare l’impegno del giuramento di Ippocrate, “così come si fa da 2500 anni, stabilire e ricostruire un ponte malandato e fragile tra il medico e il cittadino: un’alleanza che rappresenta il primo momento per una professione di solidarietà, che sostiene la vita”. Sul palco si sono alternati Jeunes Naif, Evening class e Francesca Leo, OLES (Orchestra sinfonica di Lecce e del Salento), ma anche personalità come Virginia Erroi, medico artista, che suona insieme al piccolo Giulio Buttazzo. Commovente il ricordo del medico Giancarlo Tommasi.  Eventi come questo servono a ricordare quanto sia difficile e colma di responsabilità la professione medica, ma anche a raccontare le storie, i sacrifici e l’impegno di chi si prende cura delle vite altrui.  INTERVISTA AL PRESIDENTE DELL’ORDINE DEI MEDICI DI LECCE, DONATO DE GIORGI Oggi avete salutato i nuovi iscritti all’Ordine dei Medici, ma avete dedicato un premio anche a chi ha  alle spalle 50 anni di professione. Cosa si augura per far progredire la sanità pugliese nel 2020? “L’augurio che ci facciamo è quello di tornare ad essere tutti dei medici che rispettano quel patto per la salute che, 2500 anni fa, Ippocrate ci consegnò. Si tratta di un’alleanza tra medico e paziente: l’augurio è che possa rifiorire. I cittadini sono il fulcro e l’essenza della nostra professione. È un ponte che si è interrotto, quello tra medico e paziente, che vogliamo ricostruire attraverso i giovani, ma anche attraverso la storia e l’esperienza dei colleghi più anziani, intrecciando la loro storia professionale con la storia della medicina salentina. Noi celebriamo la professione tra tante difficoltà, ma anche tra tante prospettive e promesse che ci auguriamo diventino realtà. La nostra è una professione al servizio del cittadino e quindi dobbiamo essere capaci di rappresentare un cambiamento in positivo”.  Per il 2020 dobbiamo augurarci anche che vengano assunti più giovani medici nella sanità, visto che ancora vengono richiamati tanti pensionati per coprire i posti vacanti negli ospedali. “Certamente, il Salento è fortemente penalizzato dalla carenza di medici per colpa di un imbuto che si crea: il laureato non è abilitato a lavorare nella sanità e, se non ha accesso alla specializzazione velocemente, si genera la carenza. Inoltre, la carenza di giovani medici su questo territorio si sente di più a causa del fenomeno migratorio. Dopo aver investito tante risorse, i giovani medici spesso scappano al nord o all’estero. È una sconfitta per questo territorio che perde validi professionisti”.  Il ministro Speranza promette nuove assunzioni e ci sono due miliardi in più per questo.  “Questa è una buona notizia: la sanità salentina, però, deve lavorare sodo per essere più stimolante e attrattiva”.  Come vanno le trattative per la facoltà di medicina e chirurgia a Lecce? “Io sono un inguaribile ottimista e peraltro anche un po’ cocciuto: la mia battaglia per un corso di laurea in Scienze Mediche continua. Possiamo pensare a un corso che coinvolga la biotecnologia, nanotecnologie e tanti altri corsi che nell’Università del Salento sono già operativi. Medicina a Lecce è un sogno che è doveroso realizzare”.  Sono rimasto colpito dalla sua frase sul DEA: Lei ha detto che non bisogna pensare solo a questa struttura, ma anche puntare su tutti gli altri ospedali come Gallipoli, Casarano e Copertino, che sono complementari. “Il DEA è una struttura di secondo livello, ma devono esistere anche dei DEA di primo livello e una rete che abbia pari dignità con ruoli diversi, questa è la cosa fondamentale. Se si desertificano gli altri ospedali fallisce anche il DEA”.  Gaetano Gorgoni

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