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Farmaci per bambini, “Se ne assumono troppi, inadeguati e inutili”

Gli esperti partono da un concetto chiave quando si parla di medicine da somministrare ai più piccoli: non bisogna demonizzare né abusare. Eppure, gli abusi sono all’ordine del gio...

Gli esperti partono da un concetto chiave quando si parla di medicine da somministrare ai più piccoli: non bisogna demonizzare né abusare. Eppure, gli abusi sono all’ordine del giorno. Ad esempio, troppo spesso vengono impiegati farmaci per adulti a dosaggi ridotti. Al Bambino Gesù hanno realizzato una vera e propria guida per i genitori pubblicata su “A scuola di salute”, per rispondere alle seguenti domande: quali sono i farmaci che possono essere somministrati ai bambini? Quando vanno usati gli antibiotici e il cortisone? Come e in quali casi si usa l’aerosol? Anche i farmaci sono oggetto di pregiudizio. In realtà le medicine fanno male solo quando ne facciamo un uso scorretto: in questo caso si parla di “inappropriatezza terapeutica”.  “Spesso infatti si parla di farmaci in maniera fuorviante, a volte demonizzandoli a volte incoraggiandone un uso scorretto– spiega la dottoressa Tiziana Corsetti, responsabile della Farmacia del Bambino Gesù - L’assunzione di un farmaco può portare grandi benefici, ma vanno sempre tenuti in considerazione i possibili rischi correlati al suo utilizzo. Un farmaco va preso solo in caso di reale necessità e secondo le indicazioni mediche appropriate. Se non si seguono queste regole, infatti, possono verificarsi fenomeni evitabili e dannosi dovuti proprio all’inappropriatezza terapeutica”. Secondo gli esperti del Bambino Gesù, gli italiani somministrano ai loro bambini troppi farmaci, in molti casi non necessari o troppo potenti e spesso inappropriati: tutto il contrario di un uso consapevole. Tutte le Società Scientifiche chiedono un’inversione di tendenza. Alcuni genitori eccedono per placare le loro ansie. Troppo spesso si somministrano ai piccoli dei medicinali specifici per adulti a dosaggi inferiori: si tratta d’iniziative inopportune! Il paziente pediatrico non è un adulto in miniatura: l’uso di medicine per adulti è sbagliato, come ci sperano gli esperti dell’ospedale pediatrico più importante d’Italia. Bisogna prestare una particolare attenzione soprattutto agli antibiotici, specie nella fase precedente ai tre anni.  Proprio perché il bambino non è un piccolo adulto la sua crescita comporta variazioni nelle modalità di assorbimento e metabolizzazione dei farmaci. A maggior ragione quando si ha a che fare con i bambini, è fondamentale che l’uso dei farmaci, la loro efficacia e i loro effetti collaterali, siano costantemente controllati (parliamo della cosiddetta “farmacovigilanza”). Sono di fondamentale importanza, se ben condotti, gli studi clinici specifici per la popolazione pediatrica, come spiegano gli esperti.  Per quanto riguarda l’uso degli antibiotici, deve essere sempre prescritto dal medico curante. Non si deve dare un antibiotico al proprio bambino solo perché lo si è già usato in passato. “Ogni episodio infettivo è infatti diverso da un altro ed è per questo che risulta fondamentale la valutazione del pediatra - continuano gli esperti - Anche l’uso dell’aerosol è purtroppo spesso vittima di miti e luoghi comuni. Il suo utilizzo, per esempio, è del tutto inutile in caso di raffreddore, otite e tosse. Risulta invece una scelta ottimale negli attacchi asmatici o di broncospasmo”.  I FARMACI CHE NON DEVONO MAI MANCARE    “Ci sono anche farmaci che non dovrebbero mai mancare in casa. È il caso degli antipiretici, dei medicinali contro la stipsi, il vomito e la diarrea, della soluzione fisiologica per i lavaggi nasali, del disinfettante liquido, della crema per bruciature e ustioni e delle creme per proteggersi dalle punture di insetti e per ridurne le conseguenze.  Prima di partire per un viaggio devono mai mancare cerotti e garze, repellenti per zanzare, crema e sali reidratanti, un antipiretico o analgesico, un antistaminico in gocce, alimenti specifici e zanzariera da culla in caso di viaggio con neonati”. QUANDO SOMMINISTRARE GLI ANTIFEBBRILI  I farmaci contro la febbre hanno un’azione antidolorifica e antinfiammatoria, ma non devono essere somministrati se il bambino è a proprio agio e non presenta manifestazioni dolorose, pur avendo la febbre alta. I farmaci contro la febbre per i più piccoli sono paracetamolo (da prendere con rigorosi intervalli di 6 ore) e ibuprofene (ogni 8 ore), che è più efficace sul dolore. Il dosaggio si calcola in base al peso e va preferito sempre quello da somministrare oralmente, a meno che il piccolo non abbia il vomito.  COME UTILIZZARE L’ANTIBIOTICO  La prima cosa da non fare e quella di utilizzare un antibiotico solo perché lo si è già utilizzato in passato con successo. Gli antibiotici riducono o impediscono la crescita batterica. Siccome molto spesso i genitori non sono medici devono assolutamente evitare il “fai da te”. Gli antibiotici sono necessari di fronte a un’infezione batterica, ma non per combattere un’infezione virale. In tutt’e due i casi, però, i sintomi sono sempre gli stessi: febbre, stanchezza, malessere, dolori ossei e muscolari diffusi. Solo il pediatra può stabilire se si tratta di un’infezione batterica da curare con l’antibiotico o di un’infezione virale in cui l’antibiotico e assolutamente inutile. L’utilizzo dell’antibiotico può scatenare alcuni effetti collaterali come dolori addominali, inappetenza, diarrea, reazioni allergiche altro: ecco perché bisogna utilizzarli solo quando lo decide il pediatra. Quando si abusa, si rischia la pericolosissima farmaco-resistenza. Inoltre, proprio in base al principio che abbiamo più volte ribadito, cioè che il bambino non è un piccolo adulto, è necessario un dosaggio appropriato in base al tipo di infezione e al peso corporeo. Ci sono due importantissime regole da rispettare: l’orario di somministrazione e il tempo prescritto dal pediatra. Mai sospendere la cura prescritta di propria iniziativa, solo perché il piccolo comincia a stare meglio! Altra cosa importante è la conservazione del farmaco in luoghi idonei e alla temperatura indicata sulla confezione. QUANDO SERVE L’AEROSOL L’aerosol può essere uno strumento molto utile se lo si utilizza in maniera appropriata. Uno dei principali problemi di questa tecnologia sono la lunga durata del trattamento e lo stress che causa nei bambini più piccoli. Oggi però dobbiamo sapere che è inutile utilizzare questo strumento per curare l’otite o per il raffreddore, oppure per la tosse, quando il pediatra non rileva anche un broncospasmo (restringimento dei bronchi). Invece l’aerosol con il cortisone è efficace per il trattamento della laringite acuta, asma o attacco asmatico.  IL CORTISONE  Il cortisone viene utilizzato da settant’anni soprattutto contro la malattia allergica. Gli effetti collaterali possono essere inibizione dell’asse lamo-ipofisi-surrene, che porta a pressione alta, rallentamento della crescita, alterazioni del metabolismo osseo e della glicemia, turbe psichiche. I cortisonici topici, quelli che agiscono localmente, generalmente spalmati sulla pelle o assunti attraverso spray, sono nati proprio con l’intento di ridurre gli effetti collaterali. Dunque, anche in questo caso attenti a somministrarli solo quando è necessario su consiglio del pediatra.  FERMENTI LATTICI E PROBIOTICI Anche nel caso dei fermenti lattici e dei probiotici, cioè microrganismi vivi per riequilibrare l’organismo del piccolo, è necessario utilizzare le quantità adeguate e le dosi consigliate dal medico. L’utilizzo dei probiotici, in particolare, è notevolmente aumentato per curare i problemi intestinali, prevenire malattie respiratorie, allergiche, urinarie, oltre alla cura della stitichezza e a quella del colon irritabile, oppure come aiuto delle diarree che possono comparire in seguito all’uso di antibiotici. Un utilizzo improprio rischia di alterare il microbiota. Come ogni cosa, l’appropriatezza diventa fondamentale in qualsiasi terapia.  Gaetano Gorgoni      

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