Ambiente Lecce 

Qualità urbana, Lecce in leggero calo: migliorano la differenziata e il fotovoltaico

I dati pubblicati da una ricerca di Legambiente, Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore confermano la battuta d’arresto dopo le performance degli ultimi quattro anni Lecce peggiora la sua performance...

I dati pubblicati da una ricerca di Legambiente, Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore confermano la battuta d’arresto dopo le performance degli ultimi quattro anni Lecce peggiora la sua performance nell’Ecosistema urbano rispetto allo scorso anno, nonostante una sostanziale conferma dei valori assoluti. Il capoluogo infatti perde tre posizioni nella rilevazione messa a punto da Legambiente, Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore sulle performance ambientali dei capoluoghi di provincia, passando dal 63esimo posto del 2018 all’attuale 66esimo, fermando un trend positivo che andava avanti dal 2015. Lecce comunque si conferma come la migliore delle province pugliesi: il punteggio, in centesimi, viene assegnato sulla base dei risultati qualitativi ottenuti nei 18 indicatori considerati da Ecosistema Urbano che coprono sei principali aree tematiche: aria, acqua, rifiuti, mobilità, ambiente urbano, energia. Pur avendo migliorato nella raccolta differenziata, (64% passando dal 47esimo al 44esimo posto), e nella distribuzione del solare termico (dalla 48esima alla 51esima posizione), Lecce peggiora leggermente in tutti gli altri indicatori, in particolare nella dispersione della rete idrica e nelle piste ciclabili. Tra le buone pratiche del capoluogo salentino, c’è la prossima bicipolitana che è stata influenzata da quanto avvenuto a Pesaro nei mesi scorsi “questa rete di ciclopercorsi -si legge nel report di Legambiente- che si ispira allo schema di una metropolitana è diventata un format che altri si apprestano a copiare, da Lecce a Padova, da Rimini a Brescia”. Curiosa in Puglia la situazione di Brindisi per il fotovoltaico: prendendo in esame l’insieme dei capoluoghi di provincia in termini assoluti si ottiene una potenza importante (2.662 MW), che tuttavia da sola non arriva a coprire nelle diverse città l’1% dei consumi delle famiglie Tra i centri urbani con maggiori installazioni troviamo Brindisi (178 MW), seguita da Roma (156 MW) e Foggia (135 MW). Numeri importanti, presi in sé, ottenuti però nella maggior parte dei casi con grandi impianti a terra. Confrontando la nostra realtà con quella delle prime 10 città americane per installazioni di solare fotovoltaico, la prima italiana, Brindisi, si piazzerebbe al 7° posto tra San Antonio e Indianapolis, ma con una media per abitante decisamente superiore a tutte le città statunitensi. Risultato raggiunto anche dalle altre italiane, con una media kW per abitante superiore a quella delle città USA, fatta eccezione per Roma, penultima in questa classifica. Ambiente Isole pedonali: 32esimo posto Alberi: 32esimo posto Verde pubblico: 93esimo posto Solare pubblico: 48esimo posto Uso efficiente del suolo: 69esimo posto Biossido d’azoto: 32esimo posto Pm10: 37esimo posto Ozono: 31esimo posto Consumi idrici: 72esimo posto Dispersione della rete idrica: 71esimo posto Capacità di depurazione: 75esimo posto Mobilità Passeggeri del trasporto pubblico: 88esimo posto Offerta del trasporto pubblico: 75esimo posto Tasso di motorizzazione: 83esimo posto Incidenti stradali: 88esimo posto Piste ciclabili: 21esimo posto Rifiuti Produzione di rifiuti urbani pro capite: 49esimo posto Raccolta differenziata: 44esimo posto    

Potrebbeinteressarti