Economia e lavoro Lecce 

Silp Cgil Lecce, Antonio Ianne confermato alla guida

Nella relazione, Tap, caporalato e condizioni di lavoro estreme degli agenti. Il quinto congresso provinciale del Silp Lecce, il Sindacato dei lavoratori della polizia della Cgil, ha confermato Ant...

Nella relazione, Tap, caporalato e condizioni di lavoro estreme degli agenti. Il quinto congresso provinciale del Silp Lecce, il Sindacato dei lavoratori della polizia della Cgil, ha confermato Antonio Ianne alla carica di Segretario Generale. L’assise si è tenuta oggi nella sede della Camera del Lavoro territoriale alla presenza di: Mario Roselli, Segretario Nazionale del Silp Cgil; Pietro Colapietro, Segretario Organizzativo del Silp Cgil Nazionale; Raffaele Rampino, Segretario Generale Regionale del Silp Cgil Puglia; di Salvatore Labriola, Segretario Confederale della Cgil Lecce. Durante i lavori è intervenuto il Questore di Lecce, Leopoldo Laricchia. Antonio Ianne, 52 anni originario di Monteroni di Lecce, è Segretario Generale del Silp Cgil Lecce dal 2000. Entra in polizia a 19 anni: dal 1990 fa parte dell’area CGIL del sindacato di polizia. Nel 1999 collabora alla nascita del Silp-Cgil, di cui diventa segretario provinciale fin da subito. Da 9 anni fa parte del Direttivo nazionale del Sindacato della polizia. Eletta ieri anche la Segreteria provinciale, composta oltre che dal Segretario Generale anche da: Antonio Vincenti (organizzativo), Giampiero Ancora (amministrativo), Caterina Pastore, Pietro Pati, Giovanni Carluccio. Nella sua relazione, Ianne ha fotografato la condizione di lavoro degli agenti di polizia: «Una miscela esplosiva costituita da carichi di lavoro intollerabili e di stress psicofisico insostenibile, mai tutelato», ha detto. «Finalmente in provincia di Lecce si muove qualcosa per quanto riguarda i luoghi di lavoro, dal nuovo Commissariato di Gallipoli alla nuova Questura e speriamo al più presto anche nel Centro don Tonino Bello di Otranto. Resta il nodo dell’organico, parametrato alle esigenze di sicurezza del 1989, quando ancora non era esplosa l’attività malavitosa della Sacra Corona Unita e il Salento non aveva conosciuto l’exploit economico e turistico. Dietro alle attività straordinarie, ricche di numeri, resta ben poco sul territorio in termini di sicurezza: penso ad esempio a quanto si fa ogni estate a Gallipoli. La verità è che dietro quest’assillante ricerca di numeri ci sono operatori sempre più anziani, sempre più numericamente inadeguati. Lavoriamo sempre sull’emergenza e se abbiamo bisogno d’interventi straordinari, significa che qualcosa non funziona nell’ordinario. La verità è che nei Commissariati della provincia abbiamo spesso un’unica Volante per turno, a volte nemmeno quella, per territori vastissimi. La legalità si afferma anche partendo dal lavoro, dalle disuguaglianze, combattendo la corruzione, contrastando lo sfruttamento. Eppure sembra che il problema principale sia la zona della Stazione Ferroviaria di Lecce, dove abbiamo sentito richiedere addirittura l’impiego dell’Esercito. A nostro avviso basterebbe un controllo del territorio “normale”, ma continuo». Il Segretario Generale ha rivendicato il ruolo giocato dalla sua organizzazione sindacale territoriale «nella presa di coscienza delle condizioni di lavoro disumane nelle campagne di Nardò. Oggi anche grazie a noi ed all’attività della Cgil provinciale e regionale abbiamo una legge contro il caporalato e siamo giunti a disegnare un modello di accoglienza sostenibile e integrata. Non mi sottraggo al tema Tap. A tal proposito, condivido la posizione ribadita dalla Segretaria Generale della Cgil Lecce, Valentina Fragassi: sì alle infrastrutture con rispetto all’ambiente e ai territori, quindi sì alla costruzione del gasdotto ma con un approdo diverso. Sottolineo anche l’altissimo livello di specializzazione in materia di ordine pubblico che la Polizia di Stato ha raggiunto: anche quando è volata qualche pietra, le reazioni non sono mai state scomposte, ma sempre professionali e umane».

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