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Processo Sabr, braccianti come "schiavi": storica condanna per i caporali

È arrivata la storica sentenza contro imprenditori e caporali coinvolti nella rivolta dei braccianti stranieri di Masseria Boncuri: braccianti ridotti a “schiavi”. Storica sentenz...

È arrivata la storica sentenza contro imprenditori e caporali coinvolti nella rivolta dei braccianti stranieri di Masseria Boncuri: braccianti ridotti a “schiavi”. Storica sentenza nel processo Sabr sul caporalato salentino: i giudici del Tribunale del Lecce hanno condannato in primo grado i quindici imputati nella vicenda, nata dalla rivolta dei braccianti stranieri a Boncuri, nel 2011, guidata da Yvan Sagnet, presidente di “No Cap”.   Caporali e imprenditori coinvolti, secondo quanto stabilito dalla sentenza, avrebbero ridotto in una vera e propria schiavitù i lavoratori stranieri. Sono stati condannati Pantaleo Latino, 62enne, Marcello Corvo, 56enne, Livio Mandolfo, 50enne, tutti di Nardò, Giovanni Petrelli, 54enne di Carmiano, e Saber Ben Mahmoud Jelassi, 46enne tunisino detto “Sabr”, reclutatore dei braccianti. Condannati anche en Abderrahma Jaouali Sahbi, 47 enne, Bilel Ben Aiaya, 33 enne, Saed Abdellah, 30enne, Meki Adem, 56enne, Nizqr Tanjar, 39enne, Tahar Ben Rhouma Mehadaoui e Mohamed Yazid Ghachir. Riconosciuto il risarcimento danni alle parti civili.   Proprio Ivan Sagnet, dal suo profilo festeggia la vittoria: “È appena uscita la sentenza del processo Sabr. Condannati a 11 anni imprenditori e caporali per reato di riduzione in schiavitù. La prima condanna per schiavitù in Europa. È una vittoria per i lavoratori e per l'Italia tutta intera, una vittoria alla Davide contro Golia. Giustizia è stata fatta”. 

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