Politica Lecce 

Loredana Capone ammonisce Piconese: “Pd non sia comitato elettorale di Abaterusso”

È il messaggio lanciato dalla capolista Pd, Loredana Capone, che chiede unità al partito e di riporre le contrapposizioni personale. Poi rivolgendosi al segretario precisa: “Il par...

È il messaggio lanciato dalla capolista Pd, Loredana Capone, che chiede unità al partito e di riporre le contrapposizioni personale. Poi rivolgendosi al segretario precisa: “Il partito non può essere il comitato elettorale di un solo candidato”. Via le contrapposizioni personali per tenere unito il partito, ma la segreteria provinciale non si trasformi in un comitato elettorale di un solo candidato: è questo il messaggio che Loredana Capone, capolista del Pd a Lecce, lancia al segretario provinciale, Salvatore Piconese, dopo le continue polemiche di questi giorni nate attorno ai nomi che comporranno le liste sul territorio, a partire da Ernesto Abaterusso. L’assessore regionale chiede che il partito sia unito e la lista “plurale” per garantire il rispetto di tutte le sensibilità tra candidati ed elettori: “Al segretario provinciale chiedo di tenere unito il partito e lavorare per tutta la lista che è plurale. Solo così – ha detto Loredana Capone, capolista del Partito Democratico a Lecce - saremo in grado di garantire il rispetto di tutti i candidati e tutti gli elettori le cui scelte, evidentemente, non convergono su un’unica posizione”. Capone cita il vicesegretario Toma che aveva invocato in queste ore “un’attenzione esclusiva ai problemi veri e concreti dei cittadini”, ribadendo la stanchezza nel subire “contrapposizioni personali utili soltanto a ledere l’immagine stessa del partito”: “C’è un problema – afferma - che deve essere affrontato nell’immediato: il Partito Democratico non può essere il comitato elettorale di un solo candidato come, invece, emerge dalle interviste rilasciate negli ultimi giorni alla stampa o dagli eventi sinora organizzati”. Chiaro il riferimento ancora ad Abaterusso (mai citato direttamente nella nota), che in queste settimane ha “rubato” la scena per le vicende familiari e per il percorso complicato con cui è giunto alla candidatura “sostitutiva” del figlio. “Non giova al partito e neppure al candidato – precisa -, che deve poter contare su una lista forte, né a tutti coloro i quali non sono schierati su quella posizione e in questo modo si sentono mancare ripetutamente di rispetto. Dobbiamo tornare a essere un partito plurale perché è la pluralità la sua più grande ricchezza”. “La responsabilità che impone il mio ruolo di capolista – afferma in conclusione -, per il quale ringrazio Michele Emiliano e tutto il partito, mi porta, pertanto, a chiedere alla segreteria provinciale e alla presidente di porre grande attenzione a queste regole che sono anzitutto di buon senso e devono garantire a quanti ci osservano con attenzione che non li deluderemo”.  

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