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Emergenza rifiuti, l’Aro non sarà parte civile. Polemiche per la presenza del presidente dell’Ato

La proposta del gruppo consiliare di minoranza di Botrugno non è passata: si valuterà la possibilità di agire in sede civile. Nessuna costituzione di parte civile. Nei giorni s...

La proposta del gruppo consiliare di minoranza di Botrugno non è passata: si valuterà la possibilità di agire in sede civile. Nessuna costituzione di parte civile. Nei giorni scorsi il gruppo consiliare di minoranza di Botrugno aveva inviato ai sindaci e ai colleghi degli altri comuni appartenenti all’ex Aro6, una lettera, chiedendo alle Amministrazioni di valutare la possibilità di costituirsi come parte civile nel processo in cui si dovrà stabilire la regolarità delle procedure di gestione dell’emergenza rifiuti dell’estate del 2009. Secondo la tesi accusatoria, l'impiego di tali procedure avrebbe prodotto un aumento esponenziale dei costi per oltre un milione di euro Gli imputati del processo, che avrà inizio il prossimo 4 marzo, sono Silvano Macculi, in qualità di Presidente del Consorzio ATO LE/2, Fernando Bonocuore, in qualità di responsabile tecnico del Consorzio ATO LE/2, entrambi con l’accusa di abuso d’ufficio in concorso, e Fabio Walter Perrone, amministratore della società Tecnoecologia srl per i reati, tra gli altri, di truffa aggravata e frode nelle pubbliche forniture. “Il 26 Febbraio scorso -scrivono i consiglieri- il presidente dell’ARO 7, Antonio Fitto (dove attualmente i 21 comuni coinvolti sono confluiti), ha convocato i sindaci per valutare la costituzione degli enti come parte civile. Ma lo stesso Fitto è risultato assente all’incontro da lui stesso convocato. Ha invece partecipato al dibattito Silvano Macculi, imputato nel processo. Il 28 Febbraio, è stato convocato un altro incontro, al quale era nuovamente presente lo stesso Macculi. Al termine di questi incontri è stato deciso di non costituirsi parte civile, riservandosi di valutare un’eventuale causa civile solo nel caso che il processo veda confermata la tesi dell’accusa.  Una mancanza di responsabilità degli attuali amministratori, che in questo modo hanno deciso di delegare il compito ai loro successori”. I comuni interessati sono: Andrano, Botrugno, Castro, Cutrofiano, Diso, Giuggianello, Giurdignano, Maglie, Minervino di Lecce, Muro Leccese, Nociglia, Ortelle, Otranto, Poggiardo, San Cassiano, Sanarica, Santa Cesarea Terme, Scorrano, Spongano, Supersano, Surano, Uggiano La Chiesa.  

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