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In morte te lu Paulinu: a Martignano muore il Carnevale

Giornata dedicata alla morte del Carnevale a Martignano: dalla mattina alla sera celebrazioni per “la morte te lu Paulinu”. “Piangete, madri che avete figli, piangete con tutto i...

Giornata dedicata alla morte del Carnevale a Martignano: dalla mattina alla sera celebrazioni per “la morte te lu Paulinu”. “Piangete, madri che avete figli, piangete con tutto il vostro dolore, che vi venga dalle foglie dall’anima, che vi ha abbandonato prima del tempo. Viene la morte che non ci rispetta, che ci ha tutti quanti segnato…”. Dopo la filata di domenica 15 febbraio, Martignano si prepara alla fine del Carnevale della Grecìa Salentina e Martignanese, con il tradizionale evento de La Morte te lu Paulinu, la kermesse che segna il trapasso dell’amato cittadino Paulinu Cazzasassi, a suon di irriverenza, buona cucina, e grande commozione. Con la sua maschera in cartapesta (opera dell’artista salentino scomparso Nico Rizzo), vestito di tutto punto, lu Paulinu, fin dal mattino assisterà ai consueti riti funebri. A lui saranno rivolte le amorevoli urla della moglie Nina Sconza (l’appassionato attore in vernacolo Luigi Calò) davanti a migliaia di convenuti ridenti. Alle 10 si è aperta la camera ardente in Piazza della Repubblica per il commiato di amici e parenti;, accompagnata da panini con pezzetti di carne di cavallo. Alle 13 poi, presso la palestra dell’Ex-Scuola Elementare in Via Garibaldi, il tradizionale Consulu, il pranzo pubblico offerto ai “parenti chiangimorti” e a quanti vorranno unirsi (il tutto gratuitamente) al dolore per la morte te lu Paulinu. Piatto principe de lu consulu si conferma la trippa con le patate, accompagnata da rigatoni alla amatriciana e da fiumi di buon vino rosso!  Alle 19 il tradizionale corteo funebre chiangimorti, si snoderà per le vie del paese con una simpatica carovana di questua; alle 20 lo spettacolo teatrale che metterà in piazza (della Repubblica) fatti e misfatti delle persone, pubbliche e private: dalle vicende politiche locali a quelle nazionali, dagli intrighi amorosi di paese, alle nuove dinamiche sociali... Il canovaccio teatrale della sera si aprirà con le parole colte di Pier Paolo Pasolini, scritte per il Documentario “Stendalì – suonano ancora”, di Cecilia Mangini, il canovaccio teatrale de La Morte te lu Paulinu, edizione numero 25. La citazione al lavoro edito da Kurumuny con il testo “Stendalì – Canti e immagini della morte nella Grecìa Salentina”, a cura di Mirko Grasso, fa da prologo ad una interpretazione essenziale de La Morte te lu Paulinu Cazzasassi; l’ironia, il grottesco, l’irriverenza, della dipartita che si ripete ogni anno, è anticipata dall’approccio e dalla struttura antropologica di un tempo verso il tema della morte, nella Comunità grika. Un modo per ricordare come la risata, a volte amara, poggia sempre sulla tragedia e sul desiderio di riscatto La serata si concluderà con la lettura del testamento ed il conseguente rogo del fantoccio che raffigura "lu Paulinu con la collocazione della “Quaremma”, fantoccio tipico del costume popolare simbolo dell’inizio della Quaresima dopo l’opulenza dei giorni di Carnevale. Le Quaremme saranno preparate al mattino presso il Parco Turistico Palmieri con un laboratorio aperto a tutti. La Morte de lu Paulinu condensa lo spirito del Carnevale e lo espia in un rito di trapasso dall’opulenza alla penitenza ed al raccoglimento spirituale. Ma quanta allegria, quanta ironia, nella morte de lu Paulinu; rivivono le atmosfere delle feste medievali di “Inversione” dei ruoli sociali quando ai contadini era concesso dire tutto ciò che pensavano dei loro padroni; e delle feste romane denominate “Pasquinate”, quando sulla statua di Pasquino (dal nome di un sarto o forse di un barbiere che parlava male dei papi e cardinali) venivano affissi biglietti di invettiva contro i potenti e i clericali. Rivive con lu Paulinu la pratica, lontana, medievale presente nelle composizioni satiriche che venivano recitate e cantate in occasione delle feste più importanti del calendario, in particolare carnevale, che è quella dei testamenti di animali, in particolare maiali e asini, ma anche lupi o tacchini, che preludono all’uccisione sacrificale o più semplicemente alla morte degli animali che rappresentano il Carnevale giunto al limite dei suoi giorni mentre incombe la Quaresima. La manifestazione è organizzata dal Gruppo degli Amici te lu Paulinu, parte integrante del Coordinamento del Carnevale, che vede insieme il Comune di Martignano, l’Unione dei Comuni della Grecìa Salentina, e le Associazioni del territorio (Pro Loco di Martignano, Parco Turistico Palmieri,Associazione Salento Griko, Gruppo Donatori Fratres Martignano, Club Salento Giallorosso), ed al sostegno economico e promozionale del Gal Isola Salento, che ha inserito l’evento nel Cartellone OpenSalento – Arti, Suoni e Sapori del Medio Salento ai fini della promozione e valorizzazione del territorio. Ecco il programma: Ore 10.00 Preparazione delle Quaremme – Palazzo Palmieri; Ore 10.00 Apertura camera ardente – Piazza della Repubblica; Ore 13.00 Consulu – pranzo consolatorio pubblico e gratuito – Palestra Ex-Scuola Ementare in Via Garibaldi; Ore 19.00 Corteo Chiangimorti; Ore 20.00 Canovaccio Teatrale; Ore 22.00 Rogo di Paulinu ed arrivo della Quaremma. Per info Parco Turistico Palmieri www.carnevaledellagreciasalentina.it - www.comune.martignano.le.it Email: info@parcopalmieri.it - Cell. 392.3309993 – Tel . 0832.821827  

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