Cronaca Lecce 

Colpo alla Forestale, decisivo il ruolo di un basista: in manette tre persone

Arrestati i responsabili del furto di armi e munizioni alla forestale di San Cataldo: tra loro un dipendente civile della forestale. Individuati e assicurati alla giustizia gli autori del furto d...

Arrestati i responsabili del furto di armi e munizioni alla forestale di San Cataldo: tra loro un dipendente civile della forestale. Individuati e assicurati alla giustizia gli autori del furto dello scorso luglio, nella notte tra il 13 ed il 14, quando dalla stazione della forestale di San Cataldo, furono portate via armi, munizioni, giubbotto antiproiettile e distintivi. Grazie alle indagini serrate partite subito dopo il colpo, i carabinieri sono riusciti a ricostruire la dinamica dei fatti e individuare i componenti della piccola banda. Fin dai primi rilievi fu chiaro che chi aveva commesso il furto conosceva bene i luoghi e sapeva di poter riuscire ad agire indisturbato, per cui i militari della compagnia di Lecce hanno immediatamente ipotizzato l’esistenza di un basista. Tesi poi confermata dall’incrocio di una serie di indizi, tra cui quanto osservato il giorno precedente al furto da un militare fuori servizio: per caso a San Cataldo, aveva assistito e preso nota dei movimenti di alcuni individui che, come poi emerso, erano lì per un sopralluogo. Il carabiniere, effettivo alla Stazione di Rho, aveva notato alle 2.45 del 13 luglio, nei pressi del bar Alex, una Fiat Panda di colore giallo con tre individui a bordo. Insospettito, aveva così annotato il numero di targa e osservato i loro spostamenti. I tre, una volta scesi dal mezzo, si erano prima diretti a piedi verso la caserma della Forestale, per poi ritornare alla e allontanarsi. I successivi controlli sulla vettura hanno poi fatto il resto, permettendo agli inquirenti di scoprire una serie di contatti telefonici tra i tre uomini. Tutti elementi che, uniti ai rilievi dattiloscopici e al ritrovamento di alcune tracce ematiche - oltre al ritrovamento di parte del bottino avvenuto da alcuni volontari durante la pulizia di una campagna - ha portato all’individuazione dei responsabili. A rubare dall’armadio blindato due pistole mitragliatrici M/12 S2 e quattro serbatoi, duecento cartucce calibro 9x19, un giubbetto ed un casco antiproiettile e una placca di riconoscimento per Agenti di Polizia Giudiziaria, erano stati Ermanno Bianco, dipendente civile della forestale, 41 anni di Nardò,  Angelo Buccarella 44enne originario di Galatina ma residente a Nardò, e Antonio Boris Arcati, 34 enne di Leverano (questi ultimi già pregiudicati).  Decisivo nel furto il ruolo proprio del basista, Ermanno Bianco, mente del colpo. Era lui ad aver ideato e organizzato insieme ad Angelo Buccarella il furto presso la sua sede di servizio, consumato poi da Buccarella e Arcati anche mediante l’utilizzo di una fiamma ossidrica. Come riscontrato dalle perquisizioni il 9 agosto, proprio quest’ultimo era in possesso di questo particolare attrezzo, custodito all’interno una “tina”. Una prova inconfutabile, addirittura schiacciante visto che le impronte digitali ritrovate sul luogo del furto appartenevano proprio a lui. Una serie di intercettazioni ambientali a bordo della Fiat Croma, hanno poi portato anche all’identificazione del secondo complice,  Angelo Buccarella. I militari sono difatti riusciti a carpire un pezzo di conversazione tra i due nella quale commentavano alcuni colpi, ammettendo così inconsapevolmente il loro coinvolgimento. In particolare Bianco e Buccarella si dicevano rinfrancati dall’idea che gli inquirenti fossero stati portati “fuori pista” da altri due furti (un furto di carte d’identità nella sede del Municipio di Parabita e pochi giorni dopo un altro episodio analogo avvenuto a Gallipoli), sempre commessi con la fiamma ossidrica e in cui erano state portate via delle armi. “Hai visto che hanno fatto un altro furto con la fiamma ossidrica... (...) meno male... cosi cacano il c….. agli altri”, avevano commentato. Le indagini, coordinate dal reaparto operativo guidato dal colonnello Saverio Lombardi, con la partecipazione dei militari del Nucleo investigativo guidati dal capitano Biagio Marro e dal reparto di investigazioni scientifiche, hanno portato all’arresto dei tre. Le ordinanze sono state emesse dal Gip Brancato su richiesta del Pm  Carducci. Al momento non si ha ancora nessuna notizia delle armi, che sembra la banda volesse vendere ad alcuni esponenti vicini al clan Tornese.  

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