Sanità 

Parto indolore: anche in Puglia sarà gratuito

Parto indolore gratuito anche per le donne pugliesi. Lo annuncia l’assessore regionale al Welfare, Elena Gentile. Piccola rivoluzione per le donne pugliesi, che non dovranno più "pa...

Parto indolore gratuito anche per le donne pugliesi. Lo annuncia l’assessore regionale al Welfare, Elena Gentile. Piccola rivoluzione per le donne pugliesi, che non dovranno più "partorire con dolore". Finora, infatti, la partoanalgesia (parto indolore grazie alla somministrazione di piccole dosi di analgesico) non era un servizio gratuito, ma richiedeva costi che si aggiravano intorno ai 900 euro. Non tutte le donne potevano permettersi di spendere tale cifra per il parto, con il risultato di una discriminazione tra chi poteva permettersi il costo e chi, per motivi economici, era costrette a lunghi e dolorosi travagli. Ora la situazione cambierà. L’assessore regionale al Welfare, Elena Gentile, ha fatto sapere che “la commissione nazionale Lea (Livelli essenziali di assistenza) ha finalmente consentito alla Puglia di entrare nell’elenco delle regioni italiane che garantiscono l’esigibilità del diritto di “non soffrire” durante il travaglio del parto”. Fino ad oggi la “partoanalgesia”, non rientrando nei livelli essenziali di assistenza, veniva assicurata solo in pochi ospedali con i costi a carico delle donne.  “Un’altra battaglia di civiltà fortemente sostenuta dal governo regionale – conclude l’assessore Gentile – che ci consentirà anche di ridurre il ricorso al parto cesareo la cui percentuale, anche se in diminuzione, si mantiene al di sopra dei limiti previsti”. Soddisfazione ha espresso il presidente dell’assemblea provinciale, Paola Povero. “Da tempo – dice - si era avviata una battaglia di civiltà che mi vedeva nel doppio ruolo di rappresentante politico e di operatore sanitario, attraverso questa mia posizione ho avuto l’opportunità di sollecitare le istituzioni politiche regionali e nazionali ad affrontare questa problematica. Non poteva più continuare la discriminazione tra chi aveva la possibilità di pagare 900€, tariffa mai codificata da un vero e proprio listino, e quindi poteva partorire in estremo relax, e le donne che, non avendo la possibilità economica, soffrivano tutti i dolori del travaglio”. 

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