Salento a tavola 

In cucina con la storia: ecco i maccheroni rinascimentali

Buongiorno a tutti! Mi fa sempre molto piacere scoprire il fermento che c’è nel mondo dell’enogastronomia. E mi fa sempre piacere parlare di formazione, quando è di quali...

Buongiorno a tutti! Mi fa sempre molto piacere scoprire il fermento che c’è nel mondo dell’enogastronomia. E mi fa sempre piacere parlare di formazione, quando è di qualità. E’ infatti molto interessante l’opportunità che stanno avendo 20 giovani studenti frequentando il Master per diventare lo chef della cucina italiana di domani. Questo avviene a Creazzo in provincia di Vicenza. La durata è di 5 mesi ed è veramente intrigante, perché oltre ad interfacciarsi con i principali chef dell’attuale panorama italiano, giusto qualche nome, Massimo Bottura e Moreno Cedroni, c’è anche un medico, un esperto di formazione, un docente d’eccezione, lo chef milanese Aimo Moroni, che sottolinea che: “ non esiste una cucina ricca o una cucina povera, ma solo una buona cucina, basata sulla qualità, sulla stagionalità, sulla profonda conoscenza degli ingredienti. Il valore aggiunto per un cuoco – ha poi detto rivolgendosi in particolare agli allievi del Master - è quello di entusiasmarsi ogni volta davanti ai fornelli, così come di fronte a quei cibi che permettono di fare grandi cose. L’’Italia in questo dispone di un enorme patrimonio di specialità, che non ha eguali in nessuna altra parte del mondo”.  Complimenti  e in bocca al lupo a questi fortunati venti ragazzi! Ma tante altre opportunità sono anche a portata di mano per chi vuole lavorare in modo serio in cucina, grazie anche ai corsi di approfondimento che propone qui da noi la Federazione italiana professional personal chef  http://www.fippc.com/, quali “Il mondo delle bollicine” con un massimo esponente conoscitore, “La cucina rinascimentale” per scoprire e rivisitare le cucine delle nobili famiglie dei Gonzaga ecc., “Il mondo della pizza, anche senza glutine.” Potete chiedere tutte le informazioni alla segreteria. E a proposito di cucina rinascimentale, vi voglio passare questa ricetta antica di un corso della scuola di cucina con cui ho dato via a questa mia bella avventura, “Peccati di gola di Roberta Molani” Venezia: MACCHERONI CON SALSA DI CONIGLIO E MANDORLE DI CASA D’ESTE 450 g di maccheroni, mezzo coniglio giovane e tenero, mezza cipolla, 1 carota, 1 gambo di sedano, 1 spicchio di aglio, 1 rametto di rosmarino fresco, 50 g di pancetta, 3 cucchiai di olio di oliva, 30 g di burro fresco, ½ bicchiere di vino bianco, 50 g di mandorle dolci pelate, sale, pepe, aceto e brodo. Lavare bene in coniglio con acqua e aceto, asciugarlo. Disossarlo e tagliarlo in piccoli pezzi. In un tegame mettere le verdure tritate e la pancetta a dadini, far appassire in un velo d’olio. Aggiungere la polpa di coniglio e rosolarla, aggiungere poi il rosmarino. Bagnare con il vino, lasciare evaporare, unire le mandorle tritate, coprire a filo con il brodo e regolare di sale e pepe. Cuocere a tegame coperto per un ora. Cuocere i maccheroni, scolarli al dente e condirli in una padella sul fuoco con il sugo di coniglio, il burro fresco e il parmigiano grattugiato. Nella ricetta originale era prevista l’aggiunta di due cucchiai di miele.  Alla prossima, seguitemi su Facebook se volete cucinare con me! Anna Maria        

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