Salento a tavola 

Pane e olio, succo di olive salentine!

Buongiorno a tutti! Mi piace sempre essere aggiornata sugli eventi che riguardano il nostro territorio, i fatti e tutto quello che di buono si fa per migliorare e progredire. La prima bella notiz...

Buongiorno a tutti! Mi piace sempre essere aggiornata sugli eventi che riguardano il nostro territorio, i fatti e tutto quello che di buono si fa per migliorare e progredire. La prima bella notizia è la guarigione dei nostri amati ulivi secolari dal problema della “ Xylella fastidiosa” , che aveva scatenato tanto giustificato allarme tra gli agricoltori e tutti noi, che già pensavamo ad un eventuale abbattimento delle nostre amatissime piante secolari malate. Addirittura si è detto, cito: “Si è parlato, non a caso, con preoccupazione e rabbia da parte dei cittadini, di “shoah degli ulivi”, e di “olocausto chimico del Salento”, e in tanti hanno perso il sonno per via degli incubi di tutto questo assurdo scenario da guerra contro tutto ciò che vuol dire Salento!” ma ieri ho letto questo bellissima notizia su http://www.fondazioneterradotranto.it/2013/11/19/il-bluff-del-mal-affaire-xylella/ e invito tutti a leggerla con molta attenzione, perché possiate trarre le dovute conclusioni. Ma lasciando stare le giustificate polemiche che ne possono scaturire, e gli italiani sono bravissimi in questo, pensiamo alla sostanza che è questa: gli ulivi stanno guarendo spontaneamente con nuova vegetazione, che bello! Dobbiamo esserne contenti tutti, perché dobbiamo amare il nostro paesaggio con la sua biodiversità! Come faremmo senza il nostro ottimo olio d’oliva, “pardon” “succo di olive”? E’ il momento di comprare l’olio nuovo, delizia del palato, andando direttamente dai nostri onesti produttori e non lasciandosi incantare dal basso prezzo delle bottiglie che trovate nella Grande Distribuzione! Come si dice da noi…”quello che spendi mangi”! E niente è più vero come nel caso dell’olio extra vergine. Siamo bombardati da notizie allarmiste, da verificare sempre però,  di cibi nocivi, di aziende che comprano a basso costo dall’estero per spacciare tutto come prodotto italiano di qualità. Abbiamo un solo modo per combattere questo problema, ritornare a coltivare e produrre buon cibo. Ce ne saranno grati in tanti, anche dall’estero. Ma fatemi una cortesia, almeno l’olio compratelo dal produttore che lo fa da generazioni, che reputate onesto, e male che vada…potremo mangiare pane ed olio per star bene. Allora, dando per scontato che con l’olio siamo a posto, lo compreremo buono, appena fatto, dai nostri olivicoltori, vi passo la ricetta per farvi un buon pane in casa, già sento l’odore spandersi nelle vostre case…   Il mio pane casareccio Mi preparo un preimpasto il giorno prima con: 50 g di farina 0 25 g di acqua 2 g di lievito di birra, lavorando tutto in una tazza, lascio riposare tutta la notte coperto. Per l’impasto: 300 g di farina di grano duro integrale 130 g di acqua, 5 g di lievito di birra 30 g di olio, 6 g di sale Fate la fontana con la farina, mettete al centro il lievito di birra sbriciolato e il fondo a pezzetti, versatevi sopra l’acqua e, lavorando con la punta delle dita, riducete il tutto ad una poltiglia; poi unite il resto degli ingredienti, amalgamate bene fino ad ottenere un impasto sodo. Lavoratelo bene fino a farlo diventare liscio, date la forma di pagnotta, liscia sopra, e lasciate a lievitare per almeno 1 ora. Riscaldate il forno a 220°, infornate, abbassate a 200°C e cuocete per 15 minuti, riducete a 180°C e cuocete altri 10 minuti. Se avete una pietra refrattaria nel forno avrete un risultato migliore. Sfornate e posate su una griglia a raffreddare, coperto da un canovaccio pulito. Cucinate, cucinate, cucinate, alla prossima! anna maria    

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