Politica Lecce 

Lodo Leadri, approvato tra le polemiche un debito fuori bilancio di 9 milioni

La storia infinita del Lodo Leadri, relativo alla costruzione della Tangenziale Est, si arricchisce oggi di un nuovo capitolo. Assente per protesta l’opposizione, che aveva chiesto un rinvio, un...

La storia infinita del Lodo Leadri, relativo alla costruzione della Tangenziale Est, si arricchisce oggi di un nuovo capitolo. Assente per protesta l’opposizione, che aveva chiesto un rinvio, un Consiglio comunale mutilato (assenti otto consiglieri di maggioranza) ha votato l’approvazione di un debito fuori bilancio pari a 9 milioni di euro. E tanto è bastato per incendiare la polemica. Sulla questione, infatti, l’opposizione aveva chiesto un rinvio in attesa dell’approvazione di un disegno di legge regionale che permetterebbe alla Regione Puglia di accollarsi l’intero importo dei tre lodi, pari a 23 milioni di euro. Il Comune, però, avrebbe dovuto mediare con le aziende, chiedendo la chiusura di tutti i contenziosi in corso che producono nuovi interessi da pagare. Così non è stato e il sindaco, Paolo Perrone, ha invece preferito approvare subito il riconoscimento del debito fuori bilancio. Decisione che ha chiaramente scontentato l’opposizione. “Il Lodo Leadri – commenta a caldo Loredana Capone - non può essere una storia infinita sempre aperta. Crediamo che il Comune, avendo ottenuto un contributo regionale pari a 9 milioni di euro, avrebbe potuto e dovuto chiudere il contenzioso con l’azienda. Invece sul lodo Leadri pende ancora un ricorso in cassazione con richiesta di ulteriori interessi da parte dell'azienda. In tal modo l’azienda continuerà a chiedere interessi e la vertenza non si chiuderà mai. Insomma, uno spreco dopo l’altro che pesa come un macigno sulle tasche dei cittadini leccesi e che solo una gestione più oculata della vicenda, con la completa definizione del contenzioso pendente,  avrebbe potuto evitare”. Il capogruppo del Pd in consiglio comunale, Paolo Foresio, rincara la dose chiedendo conto al sindaco dell’assenza di otto dei suoi consiglieri. “Ben otto consiglieri della maggioranza – scrive in una nota - tra cui capigruppo e presidenti di commissione, compresa la commissione Cultura erano assenti. Invece di spiegare perché questo accade, il sindaco sceglie la strada della polemica con la minoranza per coprire il dissenso che ha in casa. Basta giocare al gioco delle tre carte mascherando quelli che sono i problemi reali”.  

Potrebbeinteressarti