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Perché ho votato Bersani (anche alle Primarie… e lo rifarei…)

Confessioni politiche semiserie di Mimmo Rocco, cardiochirurgo e candidato alle ultime comunali leccesi - “Ma chi se ne fotte di chi hai votato e perché?”  Seduti sul d...

Confessioni politiche semiserie di Mimmo Rocco, cardiochirurgo e candidato alle ultime comunali leccesi - “Ma chi se ne fotte di chi hai votato e perché?”  Seduti sul divanetto semi scassato fuori la sala operatoria. Abbiamo appena finito una mattinata infernale, beh veramente l’ho finita io che Andrea, come sempre, ha cazzeggiato fino a poco fa. - “ Ehhh, e quanta volgarità! Scusa ma ‘ccà pure ‘e pulici tenen ‘a tosse [anche le pulci hanno la tosse N.d.T.] e mo’ je nu pozzo parlà? Senti, faccio parte della cosiddetta “maggioranza silenziosa” da troppo tempo, e mo’ “aggio sfugà!”, “devo sfogare” come si dice dalle mie parti al Nord, cioè a Napoli. Ed allora stammi a sentire almeno tu!” - “Evvabbene, fammi senti’, tanto devo aspettare che si fa l’ora per andarmene a casa” - “Riguardati, dovessi faticare troppo! Allora, ebbene sì: “aggio vutato” a Bersani, e pure alle Primarie! Ed il bello – o il peggio, dipende dai punti di vista – è che tornando indietro lo rifarei!” - “Azz’ si recidivo…” - “Essì perché io sono dell’opinione che la classe politica non ha fatto niente per la gente, che sono tutti uguali e che se ne devono andare tutt…” - “ ‘A bello, ma queste sono cose del five star!” - “Ennò, abbi pazienza ma le stesse cose sostanzialmente le diceva anche un certo Renzi, o ricordo male? E poi c’è una differenza di fondo: a me piacciono le proposte fattive più che il populismo spicciolo, e da quella parte del cielo cose concrete non ne ho viste tante. Iniziative simpatiche, certamente, ma governare un Paese è un’altra cosa, o no? Senza parlare della superficialità, dell’improvvisazione e, soprattutto, dello spettro della mancanza di critica interna, di contradittorio…” - “… di democrazia, insomma…” - “… certo, di reale democrazia, che secondo me non c’è nel partito 5S (perché di partito trattasi, altro che movimento!). Poi magari mi sbaglio…” - pausa di meditazione trascendentale – “Vabbuò, caso mai ne parliamo un’altra volta. Mo’ torniamo al Pierlu. Allora, dato per scontato che l’unico vero partito rimasto in Italia era il PD, chi dovevo votare?” - “A Renzi, no? Se c’era Renzi a quest’ora…” - “Sì, c’hanno fatto pure un sito se è per questo [www.secerarenzi.it N.d.T.], ma le cose non stavano così! Ti spiego, anche per me ci voleva il rinnovamento, ma non la rottamazione totale come inizialmente predicava proprio il Renzi, salvo poi addolcire la pillola. Personalmente ero per la versione “light”: un passo a lato delle vecchie sfere, come disse qualcuno, a supporto di facce ed idee nuove. Allora vai col Segretario ed, in effetti, le cose sono andate come mi aspettavo: Bersani segretario ma con la “spina” del toscano nel fianco. La speranza era che si sarebbe quanto meno iniziato a ragionare diversamente, dando maggior respiro a quella famosa “base” cui tante illustri bocche presuntamente di sinistra hanno fatto riferimento nel corso degli anni, senza però mai effettivamente considerarla.” - “Si, si poi bella fine avete fato…” - “Aspè, nu me interrompere, ca po’, forse, capisci. Il fatto è che ci si è persi in una campagna elettorale in cui, ancora una volta, non si è parlato il linguaggio della gente, e si è finito per rescuscitare il fantasma di Arcore.” - “E quindi ecco l’ennesimo dramma del PD! Mo’ vedrai che inizieranno a tenere assemblee dove si farà l’ennesima autocritica costruttiva che alla fine porterà all’ennesimo finto cambiamento! Niente da fare, il PD di oggi sarebbe capace di perdere le elezioni anche contro un partito di ladri ed assassini rei confessi!” - “Su questo c’hai ragione, però pensaci nu mumento: questa è una grande occasione che ha il PD per diventare veramente e finalmente un partito di salda maggioranza, altro che dramma! Stu’ risultato elettorale, se interpretato bene, è semplicemente una grossa accelerazione a quel processo di innovazione e cambiamento che è presente ancora allo stato embrionale nei componenti il Partito. Ora i “vecchi” non hanno tante possibilità, te pare? O aiutano il cambiamento o affondano ed alle prossime elezioni il PD prenderà gli stessi voti della buonanima di Ingroia se gli va bene!” - “Vabbuò…” - “Allora le domande sono altre: di che si ha paura? Cosa c’è altro da perdere? Vogliamo finalmente adeguarci ai tempi? Vogliamo tornare a concetti come “aggregazione”, “partecipazione” e – orrore – unità?”  - “Ti vedo prorpio “preso”… Ma levami ‘na curiosità: quando te la sei fatta la tessera del PD?” - “Veramente io la tessera del PD ancora non ce l’ho, sto aspettando ancora una risposta alla domanda <perché devo farmela?> che feci in una delle tante assemblee tenutesi nella post debacle del voto cittadino. Però, te lo prometto, si stavota chi deve capire capisce, magari fusse ca fusse la vota bona ca me la faccio sta tessera!” - “Mah, forse hai ragione, io però voterei Berlusconi che almeno lui mi toglie l’IMU” - “Sì però allora ricordati pure di scrivere ‘a letterina a Babbo Natale eh, mi raccomando! Pigliati nu’ cafè che è meglio, sient ‘a me. Statti bene”  

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