Cronaca Lecce 

Via Brenta: il pm chiede condanne per 16 anni

Il pm Antonio De Donno, nella sua requisitoria sull'acquisizione degli immobili di via Brenta, ha richiesto un totale di 16 anni di carcere per sette persone, tra amministratori, tecnici e consulenti ...

Il pm Antonio De Donno, nella sua requisitoria sull'acquisizione degli immobili di via Brenta, ha richiesto un totale di 16 anni di carcere per sette persone, tra amministratori, tecnici e consulenti Tecnici, consulenti ed ex amministratori comunali: sono sette le persone per le quali il pm Antonio De Donno ha formulato richieste di condanna riguardanti il caso del Tribunale leccese di via Brenta. Tre anni di reclusione e 1000 euro di multa sono stati chiesti per l'ex consulente del Comune Massimo Buonerba e per il dirigente Giuseppe Naccarelli; due anni sono stati chiesti per Pietro Guagnano, legale rappresentante della Socoge, per Maurizio Ricercato, tecnico che su incarico della Socoge avrebbe redatto la falsa perizia di stima dei due immobili, per Piergiorgio Solombrino, ex dirigente dell’ufficio tecnico comunale, per Roberto Brunetti, tecnico dell’ufficio Patrimonio di Palazzo Carafa, e per Ennio De Leo, ex assessore comunale al Bilancio. Gli imputati devono rispondere a vario titolo delle accuse di truffa ai danni dell'ente comunale e di falso. Il Comune di Lecce, rappresentato dall'avvocato Andrea Sambati, si è costituito - insieme alla Selmabipiemme - parte civile. Secondo il pm De Donno, nella vicenda "via Brenta" sarebbero stati commessi diversi illeciti, da parte di tecncici e amministratori, per sovrastimare il valore degli immobili, a discapito delle casse comunali. Infine, l’avvocato Andrea Sambati, legale di Palazzo Carafa, ha chiesto la riformulazione del reato, da truffa a peculato.

Potrebbeinteressarti