Cronaca Sannicola Tuglie 

Tipografo evasore: sequestro per 500mila euro

La Guardia di Finanza ha sequestrato una lussuosa villa e oltre 500mila euro ad un tipografo di Tuglie. Quattro persone denunciate per reati fiscali, bancarotta fraudolenta e truffa aggravata ai danni...

La Guardia di Finanza ha sequestrato una lussuosa villa e oltre 500mila euro ad un tipografo di Tuglie. Quattro persone denunciate per reati fiscali, bancarotta fraudolenta e truffa aggravata ai danni dello stato. Aveva licenziato il personale già in opera per poi farlo iscrivere nelle liste di mobilità e riassumerlo, quasi interamente, fruendo dei relativi contributi. Con questo giochetto un imprenditore operante nel settore della stampa e della grafica pubblicitaria era riuscito ad evadere contributi alle casse dello Stato per circa 630mila euro. Per questa ragione la Guardia di Finanza di Gallipoli ha dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca dei beni immobili e del denaro emesso dal G.I.P. del Tribunale di Lecce, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica, per un valore complessivo di oltre 500mila euro, Complessivamente, il provvedimento eseguito dalla Compagnia di Gallipoli ha portato al sequestro preventivo di tre immobili, facenti parte del complesso di un’unica lussuosa villa, di tre terreni, tutti ubicati a Sannicola, nonché di un conto deposito a risparmio ed un fondo pensione. L’attività investigativa ha portato inoltre alla denuncia alla Procura della Repubblica di quattro persone- residenti nei comuni di Tuglie e Parabita -  responsabili a vario titolo dei reati di emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, bancarotta fraudolenta e truffa aggravata ai danni dello Stato. I dirigenti della società a responsabilità limitata, con sede legale a Tuglie , aveva trovato il modo di raggirare la normativa che disciplina le modalità di assunzione del personale proveniente dalle liste di mobilità e trarne vantaggio.  Nell’ambito della stessa operazione è stato anche accertato che l’imprenditore era riuscito a truffare l’Inps attraverso la falsa dichiarazione di aver corrisposto il Tfr ai lavoratori, cosa in verità mai avvenuta. Il reato a lui contestato è di bancarotta fraudolenta, visto che lo stesso aveva nel 2010 dichiarato fallimento, distraendo fondi e beni patrimoniali per circa 1milione 350mila euro, e utilizzando fatture per operazioni inesistenti per circa 300mila euro. 

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