Cronaca Porto Cesareo 

Festini, indagini e filmini fanno tremare i palazzi della politica

Sono in molti i nomi illustri convocati per essere sentiti in merito ai festini a luci rosse a Porto Cesareo. Il ‘bunga bunga’ il salsa cesarina fa tremare i palazzi. La verità fors...

Sono in molti i nomi illustri convocati per essere sentiti in merito ai festini a luci rosse a Porto Cesareo. Il ‘bunga bunga’ il salsa cesarina fa tremare i palazzi. La verità forse nei temuti filmini rubati durante le feste. Indagini e interrogatori sul presunto voto di scambio a base di sesso con donne dell’Est fanno tremare Porto Cesareo. I palazzi che contano come le abitazioni di molte famiglie, toccate in modo tangente o secante dalla scabrosa vicenda, sono preda di scosse ondivaghe dalla pericolosa onda d’urto. Tra inviti ufficiali a comparire, ascolto di persone informate e colonne in cronaca, il clima in paese è teso. Un terzo nome spunterebbe nel fascicolo in cui già compaiono il vicesindaco Antonio Greco, commerciante ittico, nella veste di presunto organizzatore degli incontri, e l’ex assessore della giunta-Foscarini Mimino Presicce, agente di polizia penitenziaria a Taranto, ritenuto possibile collettore delle signorine rumene, attrazione delle allegre festicciole. Nei guai potrebbe finire il proprietario dei locali in zona “Colle Poggio”, periferia sud di Porto Cesareo, in cui l’elettorato maschile giovane, sarebbe stato deliziato da balli e prestazioni sensuali e sessuali, prima della chiamata alle urne. Non si tratterbbe di una villetta estiva bensì di un bed and breakfast il cui titolare, se l’attività d’indagine dovesse confermarlo, non potrebbe essere all’oscuro di quanto accadeva spesso in quelle stanze. In attesa che venga verificata la sua posizione, nel riserbo del segreto istruttorio, si ipotizza che in caso di conferma di complicità, secondo quanto previsto dalla legge andrebbe incontro anche alla confisca del bene immobile. Intanto sfilano davanti ai carabinieri persone vicine agli indagati e presunti frequentatori dei festini a luci rosse in attesa che martedì, Greco e Presicce, il cui interrogatorio è stato richiesto in costanza di indagine, compaiano davanti al pm Carmen Ruggiero, titolare dell’inchiesta. Mercoledì pomeriggio, dalle 17 alle 19.30, altre due persone sarebbero state ascoltate dai militari. Si tratta della moglie di Presicce, travolta e scossa dalla vicenda, convocata presso la caserma dei carabinieri di Leverano e del fratello della donna, cognato dell’indagato, Egidio Durante, che sarebbe stato ascoltato invece presso la Compagnia di Campi Salentina. Non si esclude che altre persone, vicine ai principali indagati, sfileranno in caserma nelle prossime ore. Voci trapelate in via ufficiosa parlano anche di possibili attenzioni degli investigatori su un istituto di vigilanza privato la cui autovettura sarebbe stata notata per aver forse accompagnato o indicato la strada dei locali del bunga-bunga in salsa cesarina, alle rumene che vi avrebbero preso parte. Intanto una serie di video girati a Porto Cesareo con i telefonini fanno tremare qualcuno nel mondo politico. Tutti sanno ma nessuno vuol dire. Cos’avranno ripreso i telefonini degli avventori abituali delle feste allegre di Porto Cesareo? Se lo chiedono in molti, in paese e non solo. In una sorta di “indagine” parallela a quella delle forze dell’ordine, fatta di chiacchiericci nei bar e al mercato, capannelli ai lati delle strade e riprese reali. Qualcuno quei filmati li ha girati, qualcun altro li ha visionati vantandosene prima, cucendosi la bocca poi, considerato il risalto mediatico della faccenda e i risvolti giudiziari che la rendono delicata, oltre che pericolosa. “Una specie di lap dance un po’ spinta, ha presente? – racconta un uomo che ha guardato un breve video girato da un ragazzo del posto, durante i chiacchierati festini del Poggio- C’erano donne straniere che ballavano, seminude, e si strofinavano in maniera esagerata ai presenti. Qualcuno però racconta di essere andato oltre quelle carezze, e di aver consumato rapporti sessuali”. Le tre straniere di origine rumena raggiungevano il luogo convenuto “poi iniziava la festa –prosegue il racconto- si apriva con qualcosa da bere, la musica giusta e gli strofinii corpo a corpo. Per alcuni c’è stato anche dell’altro”.  Filmati brevi e scuri, “rubati”con un semplice clic, preziose testimonianze di notti brave, da esibire agli amici per farsene vanto o da usare per colpire a mano bassa avversari politici e personali, in una lotta non solo all’ultimo voto ma anche soprattutto all’ultima scorrettezza. Eppure, molti di coloro che fino a qualche tempo fa raccontavano di aver preso parte alle festicciole hard, con piglio da machi di casa nostra, ora camminano a testa bassa, eludendo domande e sguardi insistenti, eccezion fatta per i quesiti formulati dagli investigatori. Si parla da tempo anche della denuncia, o meglio del racconto, della madre di un ventenne, chiamato alle urne per la prima volta due anni fa, e finito nel gruppo dei frequentatori dei convivi peccaminosi al calar del sole, che avrebbe fornito ulteriori elementi appannaggio dell’indagine che spesso si scontra da un lato con la fitta cortina di un clima omertoso, dall’altro con una intricata rete di interessi e parentele in un comune così piccolo com’è Porto Cesareo, che creano alleanze e complicità ma anche veleni e vedette. Fa.Pac.                                                                                                                                                                       

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