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Niente voto per gli Erasmus. Bellanova scrive al ministro: "E' assurdo"

Gli studenti Erasmus e quelli fuori sede non avranno la possibilità di votare, per le prossime elezioni politiche, dal loro luogo di residenza. L'onorevole Bellanova ha sollecitato, con una let...

Gli studenti Erasmus e quelli fuori sede non avranno la possibilità di votare, per le prossime elezioni politiche, dal loro luogo di residenza. L'onorevole Bellanova ha sollecitato, con una lettera, il ministro Cancellieri a trovare una soluzione Gli studenti Erasmus non potranno votare a distanza per le prossime elezioni politiche: questa la decisione alla quale il governo è giunto dopo alcune settimane di discussioni. Un problema che l'onorevole del Pd Teresa Bellanova vede ancora come risolvibile. Per questo motivo, la deputata salentina ha scritto una lettera al ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri, invitandola a cercare soluzioni utili affinché questo "gap democratico" possa almeno ridursi. "Mi sembra semplicemente assurdo - ha scritto Bellanova - che nel 2013 si riesca a spostare una montagna di soldi da una parte all'altra del pianeta in un nanosecondo con un semplice clic, ma non si riesca a garantire a decine di migliaia di cittadini la possibilità di esercitare un loro preciso diritto/dovere civico, il fondamento stesso di ogni principio democratico: il voto. Mi riferisco a diverse fattispecie di cittadini. La generazione Erasmus, innanzitutto, la prima generazione realmente europea, viene coscientemente esclusa dal voto con motivazioni che in piena era digitale non possono che risultare mortificanti. L'elenco degli studenti che partecipano a questo progetto è già noto, e digitalizzato, all'interno del sistema universitario. Al Ministero dell'Interno basterebbe importare questi elenchi, inviare una mail di invito alla registrazione e consentirgli di accedere alla stessa possibilità concessa ai residenti di lungo periodo all'estero e ad insegnanti, diplomatici e militari impegnati nelle missioni di pace in giro per il mondo. Probabilmente più complessa - ha proseguito l'onorevole del Pd -, ma ugualmente paradossale, è la situazione di studenti e lavoratori fuori sede all'interno del territorio nazionale. In particolare per gli studenti sarebbe stato opportuno considerare che quest'anno la scadenza elettorale coincide con la sessione di esami, periodo caldo e particolarmente impegnativo per la futura classe dirigente. Viviamo in un tempo in cui la flessibilità e la mobilità geografica pervadono quello che si cerca di imporre come pensiero unico, e poi si costringono studenti e lavoratori lontani dal proprio luogo di residenza a rincorrere la democrazia, sobbarcandosi spese che se pur scontate risultano comunque particolarmente gravose in un momento di crisi drammatica come quello che stiamo vivendo. In questo modo ritengo che le Istituzioni non soltanto stiano certificando un “digital divide” che è prima culturale che tecnologico, ma lo stiano addirittura trasformando in un “democratic divide” che sono certa anche Lei consideri assolutamente intollerabile in una terra storicamente culla della civiltà. Sono convinta che esistano ancora le possibilità e i tempi per procedere nell'immediato quantomeno ad una riduzione di questo insostenibile deficit democratico che si sta concretizzando, nell'auspicio che si riesca nella prossima legislatura a giungere ad un suo totale azzeramento".

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