Sanità 

Il sindaco di Maglie contro la chiusura delle cardiologie salentine

Antonio Fitto critica la scelta di ridurre le Unità di Terapia Intensiva Coronarica in provincia di Lecce. “Mi sembra doveroso -scrive il primo cittadino magliese, in una nota indiriz...

Antonio Fitto critica la scelta di ridurre le Unità di Terapia Intensiva Coronarica in provincia di Lecce. “Mi sembra doveroso -scrive il primo cittadino magliese, in una nota indirizzata al presidente della Regione, Nichi Vendola- sostenere la protesta dei Primari di Cardiologia degli ospedali di Casarano, Copertino, Galatina, Gallipoli e Scorrano, rispetto alla recentissima Delibera della Giunta Regionale sul riordino ospedaliero, riguardante l’assistenza cardiologica degli Ospedali Salentini”. Sebbene le Utic salentine siano in attività da qualche decennio con altissimi indici di utilizzo e con risultati di eccellenza, “la Delibera Regionale prevede il mantenimento delle stesse solo nei presidi ospedalieri in cui esiste il servizio di Emodinamica. In pratica, mentre le Utic sembrano ben distribuite nelle altre province pugliesi, nella sola provincia di Lecce subiamo una forte deprivazione causata dal mantenimento dell’Utic solo nel capoluogo e a Tricase. È impensabile che un paziente affetto da una seria patologia, che richiede tempestività nell’intervento, come è appunto quella cardiaca, debba sottoporsi a viaggi della speranza verso il presidi ospedalieri di Lecce o Tricase, facilmente raggiungibili solo dai comuni vicini, ma ahimè, realmente distanti da tutti gli altri comuni della Provincia”. Una evidente e inaccettabile disparità fra le province pugliesi in termini di offerta ospedaliera “con incalcolabili danni in termini di salute pubblica e di qualità assistenziale per gli utenti della provincia di Lecce”. Motivi sufficienti per il primo cittadino per lanciare un appello ai Parlamentari salentini, ai consiglieri regionali nonché ai colleghi sindaci dei Comuni che hanno subito questo provvedimento “per fare fronte comune contro questa scelta scandalosa e pericolosa”.  

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