Animali 

Impallinata dai cacciatori, cicogna salvata in extremis: non volerà più

L’intervento da parte degli operatori del Centro fauna selvatica di Calimera mercoledì scorso

Una cicogna ferita da una scarica di pallini salvata dopo l’amputazione dell’ala. La storia arriva da Calimera, e precisamente da Centro recupero animali selvatici. La segnalazione di una cicogna ferita a Presicce Acquarica aveva, spinto mercoledì scorso, l’assessore Andrea Monsellato e la guardia zoofila Pierluigi Trovatello a recarsi sul posto per mettere in sicurezza il volatile e trasportarlo al Cras.

Lo stesso assessore si è incaricato del trasporto, nel più breve tempo possibile, perché la cicogna perdeva molto sangue e il sospetto che fosse stata impallinata, purtroppo c’era. Sospetto confermato dalle radiografie che hanno evidenziato la presenza di dodici pallini da caccia e schegge di piombo, sparsi in tutto il corpo dell’animale.

Alcuni pallini hanno rotto l’omero in più punti e reciso un vaso sanguigno che irrorava l’ala. Per il direttore sanitario e veterinario del cras, Gianluca Nocco, e la sua collega, Elisabetta Mansullo, non c’è stato altro da fare che procedere all’amputazione dell’ala. I giorni successivi non sono stati facili. La cicogna perdeva sangue dal becco, era abbattuta e non aveva la forza di mettersi in piedi. Domenica, dopo quattro giorni dall’intervento e dopo le amorevoli cure degli operatori del Centro, le sue condizioni sono migliorate e la cicogna è riuscita ad alzarsi e camminare.

«Volare non potrà, mai più. Qualcuno ha deciso per lei. Non ci importa chi sia stato, ma il gesto è davvero spregevole -spiegano Pierre Luigi Trovatello e Francesco Zuccarino Ciullo -. La cicogna è il simbolo della vita. Nell’immaginario comune è colei che porta un figlio ai suoi genitori. È un animale raro e protetto. Ha un compagno per tutta la vita e migra per nidificare per poi ritornare a svernare in genere in Africa o Spagna meridionale. Con questa stagione per lei è terminato tutto. Non rivedrà il suo compagno, non potrà più riprodursi e la migrazione sarà solo un ricordo. Bisognerebbe aumentate i controlli e fermare i folli che in barba a ogni legge e al buon senso non si fanno alcuno scrupolo a sparare contro meravigliose creature indifese. Non lasciamo che quel po’ che è rimasto del patrimonio faunistico sia lasciato nelle mani di pochi barbari ignoranti».



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