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Legambiente: la transizione ecologica che serve alla Puglia

In vista delle elezioni, un documento rivolto ai partiti raccoglie 100 proposte tra riforme e interventi possibili per la lotta alla crisi climatica.

Legambiente, in vista delle elezioni del 25 settembre, presenta ai partiti in corsa la sua Agenda per la prossima legislatura. Un documento che raccoglie 100 proposte, suddivise in 20 ambiti tematici, con riforme e interventi sulla transizione ecologica e che hanno al centro: lotta alla crisi climatica, dimenticata in questa campagna elettorale, innovazione tecnologica, lavoro e inclusione sociale.

Temi e contenuti fondamentali per il futuro del Paese, e che per l’associazione ambientalista si traducono in: nuove leggi da approvare, come ad esempio quelle sull’eliminazione dei sussidi alle fonti fossili, sul consumo di suolo, sul riordino dei bonus edilizi, in materia di lotta alla gestione illecita dei rifiuti, alle illegalità lungo le filiere agroalimentari, e per la tutela della fauna e della flora protette; semplificazioni; velocizzazione degli iter autorizzativi a partire dagli impianti a fonti rinnovabili e dell’economia circolare; approvazione di decreti attuativi mancanti, da quelli sull’end of waste per il riciclo a quelli della legge di recepimento della direttiva RED II sulle rinnovabili, sull’agricoltura biologica o sui controlli del Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente (SNPA), solo per citarne alcuni.

''In un viaggio partito il 15 settembre la nostra associazione ha voluto incontrare i candidati per il prossimo parlamento e governo per portare al centro del dibattito il tema della crisi e dei cambiamenti climatici – ha dichiarato Ruggero Ronzulli, presidente di Legambiente Puglia -, ad oggi totalmente assente. Mai come ora è fondamentale discuterne e parlarne visti anche i recenti eventi meteorologici che hanno colpito anche la Puglia. Come Legambiente Puglia abbiamo voluto racchiudere l’incontro su 6 temi principali che vedono la nostra Regione al centro di una transizione urgente anche per la tutela e difesa del bene comune e dei cittadini: crisi climatica e decarbonizzazione (ex Ilva), energia rinnovabile e chiusura del fossile (Cerano a Brindisi), economia circolare con nuovi impianti di riciclo e compostaggio, tutela del paesaggio con attenzione al consumo di suolo, rigenerazione del paesaggio agrario (Xylella) e delle coste (concessioni balneari e abusivismo), tutela delle acque e riutilizzo delle stesse in agricoltura e la valorizzazione dei parchi con la crescita al 30% del territorio nazionale e regionale''.

''Nei prossimi 5 anni - dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente - il nuovo esecutivo non potrà permettersi gli errori commessi dal governo Draghi, nato sotto l’egida di una auspicata transizione ecologica che avevamo salutato con favore in occasione delle consultazioni, insieme a Greenpeace e WWF, e che invece si è caratterizzato per una narrazione in negativo della rivoluzione green paragonata ad un bagno di sangue, per le politiche orientate alla diversificazione dei paesi da cui ci approvvigioniamo di gas fossile e non per quelle finalizzate alla riduzione delle bollette e della nostra dipendenza dall’estero, puntando su semplificazioni efficaci e iter autorizzativi veloci di impianti a fonti rinnovabili e dell’economia circolare, nuovi accumuli e reti''.

''Da parte di tutti i partiti, a cominciare da quelli che sosterranno il prossimo governo, ci aspettiamo più coerenza rispetto allo storico voto unanime del febbraio scorso, che ha portato all’inserimento nella Costituzione della tutela dell’ambiente, della biodiversità e dell’interesse delle future generazioni. Occorre, dunque, correggere la rotta rispetto a quanto fatto fino ad oggi. Noi non faremo mancare il nostro contributo, come dimostra l’Agenda di Legambiente che abbiamo presentato ai partiti e che mette al centro la difesa dell’ambiente e gli interessi delle imprese e delle famiglie''.

di Adriana Greco


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