Ambiente Puglia sette 

Ecomafia 2020: la Puglia sale al secondo posto in Italia per reati contro l'ambiente

La provincia di Lecce spicca in senso negativo: è seconda in Italia per illegalità nel ciclo del cemento e decima per numero di illeciti ambientali

L’ecomafia non conosce crisi e la Puglia si conferma sul podio per numero di reati contro l'ambiente. Lo conferma il rapporto Ecomafia 2020 di Legambiente pubblicato oggi.

«Nel 2019 aumentano i reati contro l’ambiente: con 3.598 infrazioni la Puglia sale al secondo posto (l'anno scorso era al terzo) nella classifica nazionale dell’illegalità ambientale, con Bari e Lecce fra le prime 10 province per numero di illeciti. Dal traffico illegale di rifiuti all'abusivismo edilizio, dal racket degli animali allo sfruttamento delle energie rinnovabili, ogni anno il business delle ecomafie è da capogiro- commenta il presidente di Legambiente Puglia Francesco Tarantini.

Non diminuiscono l’abusivismo edilizio, i reati legati al ciclo dei rifiuti e quelli contro la fauna. La nostra Regione rimane in balia degli abbandoni e della combustione illecita dei rifiuti, mentre latitano gli abbattimenti degli edifici abusivi che continuano a essere sporadici». La Puglia registra 3.598 infrazioni(il 10,4% sul totale nazionale), 1.020 sequestri effettuati, 3.200 persone denunciate e 7 arrestate. Nella classifica delle provincie Bari, Lecce, Foggia e Taranto sono rispettivamente al quinto, nono, tredicesimo e diciassettesimo posto con 1.012, 814, 647 e 513 infrazioni accertate.   

Nel ciclo illegale dei rifiuti nel 2019 la Puglia rimane al secondo posto con 835 infrazioni accertate (l’8,8% sul totale nazionale), 965 persone denunciate, 6 arrestate e 314 sequestri effettuati; nella classifica provinciale Bari e Foggia sono rispettivamente al settimo e nono posto con 233 e 185 infrazioni accertate.

Dal 2002 all’ottobre 2020, in Puglia ci sono state 81 inchieste contro attività organizzate per il traffico illecito dei rifiuti, circa il 16,5% delle inchieste su tutto il territorio nazionale. Queste hanno portato a 219 ordinanze di custodia cautelare, 645 persone denunciate e coinvolto 94 aziende con oltre 6 milioni di tonnellate di rifiuti sequestrate.

Solo il lockdown ha fermato per un breve periodo i piromani dei rifiuti. Nella classifica sugli incendi negli impianti di trattamento, smaltimento e recupero dei rifiuti in Italia, dal 1 gennaio 2013 al 17 ottobre 2020 la Puglia si piazza al settimo posto con 81 incendi negli impianti.

Nella classifica regionale dell’illegalità nel ciclo del cemento, nel 2019 la Puglia sale al secondo posto con 1.350 infrazioni accertate (l’11,8% sul totale nazionale), 1.365 persone denunciate e 335 sequestri effettuati; in quella provinciale Lecce, Bari, Brindisi, Foggia e Taranto sono rispettivamente al secondo, dodicesimo, quindicesimo, diciannovesimo e ventesimo posto con 471, 293, 205, 185 e 181 infrazioni accertate.

Per quanto riguarda il racket degli animali (corse clandestine di cavalli, combattimenti clandestini, traffico di animali da compagnia, commercio illegale di specie protette, macellazione clandestina, abigeato, bracconaggio e pesca di frodo), la Puglia scende al terzo posto con 801 infrazioni accertate (il 9,9% sul totale nazionale), 716 persone denunciate, un arresto e 320 sequestri effettuati.

Nella classifica provinciale dell’illegalità contro la fauna nel 2019, Bari, Lecce, Taranto e Foggia si piazzano rispettivamente al sesto, quindicesimo, diciottesimo e ventesimo posto con 318, 148, 132 e 124 infrazioni accertate. Diverse le operazioni svolte dai Carabinieri Forestali contro l’abbattimento illegale di uccelli acquatici e svernanti presenti nelle zone umide della Provincia di Foggia e BAT.

La corruzione è tra i peggiori nemici dell’ambiente. Dal 1 gennaio 2019 al 17 ottobre 2020, in Puglia ci sono state ben 13 inchieste sulla corruzione in materia ambientale, con 30 persone arrestate, 110 denunciate e 13 sequestri effettuati.

Sul fronte dell’archeomafia, l’aggressione criminale al patrimonio artistico e archeologico, la Puglia, una delle regioni più ricche di reperti archeologici ma anche di tombaroli attivi, nella classifica nazionale dell’arte rubata 2019 sale al 5° posto con 47 furti di opere d’arte. 

«Per completare la rivoluzione avviata con la legge sugli ecoreati – conclude Tarantini – servono nuove e più adeguate sanzioni penali contro la gestione illecita dei rifiuti; i decreti attuativi della legge che ha istituito il Sistema nazionale protezione ambiente; l’approvazione delle leggi contro agromafie e saccheggio del patrimonio culturale, archeologico e artistico; una continua attività di demolizione degli immobili costruiti illegalmente per contrastare la piaga dell’abusivismo; l’introduzione di sanzioni penali efficaci a tutela degli animali e l’accesso gratuito alla giustizia per le associazioni che tutelano».




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