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Torre Veneri, il Tar dà regione a Lecce città pubblica: stop alle esercitazioni nel poligono

La decisione del tribunale amministrativo sul ricorso di Lecce Città Pubblica: la sentenza immediatamente esecutiva

Torre Veneri: in data odierna il Tar di Lecce, pronunciandosi sul ricorso di Lecce Città pubblica per l’annullamento della Determina 75/2016 con cui, in esito al procedimento di Valutazione di Incidenza Ambientale, si consentiva la prosecuzione delle esercitazioni delle Forze Armate nel Poligono di Torre Veneri, ha riconosciuto le ragioni di LCP ed annullato la Determina regionale.

A darne notizia è il consigliere comunale, Gabriele Molendini, che da tempo segue in prima persona la vicenda: “Da oggi – chiarisce - dunque non sussiste la legittimazione a proseguire le esercitazioni a fuoco nel Poligono. Si tratta di una sentenza immediatamente esecutiva. Tuttavia credo sia opportuno che le parti in causa aprano subito un tavolo”.

Regione Puglia, Ministero della Difesa, Comune di Lecce e Lecce Città Pubblica (quale ricorrente), per Molendini, devono necessariamente discutere di come si possano incontrare le ragioni di tutela ambientale di un importante sito quale Torre Veneri, le istanze dei cittadini residenti che lamentano “l’eccessiva rumorosità ed i pericoli per la salute”, ed insieme le necessità delle Forze Armate di svolgere esercitazioni a fuoco in un contesto regolamentato e con adeguate cautele.

“Ho già avuto modo di recente – spiega -, di incontrare il generale Dei, comandante della Scuola Truppe Corazzate, trovando un interlocutore cortese ed attento all’ascolto. È a lui che mi rivolgo in primis, nonché al sindaco Carlo Salvemini, al presidente Emiliano con l’assessore regionale alla Sanità Pier Luigi Lopalco e al prossimo Assessore Regionale all’Ambiente, perché si concordi nel più breve tempo possibile un primo appuntamento per raggiungere soluzioni equilibrate e di attenzione a tutte le esigenze in campo”.

“Telefonerò – assicura - oggi stesso al Generale Dei per manifestargli questa proposta che mi pare ragionevole e costruttiva, improntata a dialogo e rispetto e non a contrapposizione sterile”

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