Ambiente Otranto 

Cinghiali nel Salento, avvistati branchi di 80/100 esemplari: parte il monitoraggio

Le zone di avvistamento sono Torre Veneri, gli Alimini e l’area intorno alla Riserva delle Cesine

La presenza di numerosi cinghiali sul territorio ha spinto l'Atc (Ambiti territoriali della caccia) a occuparsi del fenomeno e istituire un programma di monitoraggio per i prossimi mesi. 

La presenza di questi animali già in passato ha scatenato diverse polemiche legate ai danni che hanno provocato sia nei pressi delle aree protette sia alle coltivazioni degli agricoltori. Non di minore importanza, seppur contenuti nel numero, sono stati gli incidenti stradali che hanno causato.

«Nel Salento non abbiamo registrato le situazioni allarmanti che si sono viste nel barese e nel tarantino – spiega il Commissario ATC Lecce, Luigi Melissano -. In particolare le tre zone dove spesso sono stati avvistati i branchi, Torre Veneri, gli Alimini e l’area intorno alla Riserva delle Cesine, hanno rappresentato un fenomeno anomalo rispetto al resto della Regione: abbiamo avvistato branchi che raggiungevano anche le 80 o 100 unità immediatamente dopo il periodo della riproduzione e una diminuzione drastica, fino a registrare non più di una decina di unità, nei mesi successivi. Questo, se per un verso ci ha risparmiato situazioni preoccupanti, per l’altro ci fa ipotizzare l’eventualità di abbattimenti clandestini. Sono certo, lo rimarco con fermezza, che nessun cacciatore rischierebbe mai di violare le severissime leggi in materia. Ricordo a tutti che per poter avere un’arma e quindi il porto d’armi per uso caccia bisogna avere la fedina penale immacolata».

La Convenzione punta a coniugare il supporto scientifico con le attività di formazione, indispensabili per la supervisione ed il monitoraggio. Quest’ultimo sarà poi la base per la redazione del Piano regionale di gestione e controllo del cinghiale.

Ieri mattina, al tavolo della sede distaccata della Provincia di Lecce in via Ulderigo Botti, Luigi Melissano e Alberto Del Genio per ATC Lecce, Antonio Santoro ed Enrico Cirasino per ATC Brindisi, il biologo faunista incaricato del coordinamento per le due province Giacomo Marzano, e Lorenzo Gaudiano e Francesca Silvestri, biologi dell’Università di Bari.

Primo step, un’attività di formazione che si svilupperà in modo smart per fornire ai volontari dell’ATC indicazioni che consentano loro di capire come si muovono questi mammiferi e di identificarne il sesso e l’età. Un primo monitoraggio è previsto per questo autunno: le postazioni (ancora da definire nel numero) vedranno i volontari appostati per tre ore all’alba e per tre ore al tramonto. Probabile che si proceda ad un secondo monitoraggio nella prossima primavera. Gli obiettivi sono: monitoraggio sulla consistenza e la dinamica della popolazione di cinghiale; l’individuazione di strategie di mitigazione del danno alle colture; la predisposizione del Piano regionale di gestione e controllo; le relazioni con ISPRA per l’approvazione del Piano; la verifica degli effetti delle strategie di mitigazione attuate.

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