Ambiente Cronaca Otranto 

Pontili galleggianti, associazione ambientalista dalla parte del Comune

Presa di posizione di Fare Ambiente – Movimento Ecologista Europeo a favore dell’Ente nella vicenda relativa all’occupazione dell’area demaniale

L’associazione Fare Ambiente MEE - Movimento Ecologista Europeo, attraverso gli avvocati Francesco G. Romano e Leonardo Maruotti, si schiera a favore del Comune di Otranto, difeso dai legali Mauro Finocchito e Federico Massa, nel giudizio dinanzi al Tar Lecce contro la capitaneria di Porto, per l’annullamento del provvedimento di decadenza dell’anticipata occupazione dell’area demaniale destinata ad ospitare i pontili del porto turistico.

Come si legge nell’atto di intervento, l’associazione – che rientra nell’elenco di quelle di protezione ambientale riconosciute dall’articolo 13 della legge 349 del 1986 – ritiene che sussistano elementi sia ambientali che paesaggistici a sostegno delle tesi del Comune. In particolare, con l’intervento l’associazione vuole affermare che la tutela del paesaggio deve essere intesa con «una continua interazione della natura e dell'uomo; come risultato di un processo di continua trasformazione».

In altre parole, per l’associazione ambientalista «tutelare il paesaggio non vuol dire lasciare tutto com'è; bensì, realizzare opere in luoghi di particolare pregio può determinare anche una migliore godibilità del paesaggio ed una maggiore tutela ambientale».

Nel caso di specie, l’esecuzione dei provvedimenti – con il venir meno dei pontili anche in periodo estivo – finirebbe per determinare, accanto ad altri pregiudizi, anche un detrimento per il paesaggio. Altri urbanisti, invece, evidenziano che i pontili installati potrebbero costituire «un importante elemento di decoro urbanistico comportando l’eliminazione del precedente disordine della baia causato dall’ancoraggio ‘selvaggio’ di decine e decine di imbarcazioni».

Ne deriverebbe, secondo l’associazione, che l’opera voluta dal Comune e in contestazione, oltre ad attrarre turisti, avrebbe valorizzato la cornice paesaggistica e migliorato la vista dall’alto delle mura: «Pertanto – si precisa -, la tutela del paesaggio passa dalla salvaguardia dello specchio acqueo, e, dunque, dei pontili in favore del Comune».

«Tra l'altro, le ragioni di tutela di un ambiente come il Porto oggi sono particolarmente sentite, tant’è che urbanisti parlano di Porto non solo come infrastruttura ma anche come ‘Porto-Parco’, ossia come bene pubblico, come risorsa che si apre alla conoscenza, alla fruizione della collettività, ai “piaceri del popolo». Per tutto ciò, l’Associazione ambientalista ritiene che sussiste un interesse paesaggistico e ambientale a non far decadere il Comune dall’utilizzo dell’area demaniale.

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