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Sport, Bellomo (Lega): In Puglia non è per tutti. Servono strategia e concezione sociale

Il capogruppo della Lega nel Consiglio regionale interviene sui dati dello studio di Openpolis sulla pratica sportiva giovanile nelle regioni italiane.

Sulla questione del divario tra Nord e Sud nei dati relativi allo sport praticato dai giovani in Puglia e la penuria di impianti sportivi, interviene Davide Bellomo, capogruppo della Lega nel Consiglio regionale che in una nota ha affermato: “Mi auguro che molti esponenti politici pugliesi abbiano letto con attenzione lo studio di Openpolis sulla pratica sportiva giovanile nelle regioni italiane. I dati elaborati contraddicono in maniera evidente quello 'Sport per tutti' che rappresenta il manifesto programmatico dell’assessorato regionale. La Puglia è al quartultimo posto, con il 50,8% dei bambini e ragazzi tra i 3 e i 17 anni che praticano sport nel tempo libero, a fronte dell’80,3% che si registra in Valle d’Aosta. Un divario che dovrebbe indurre a riflettere, non solo perché è dettato dalle condizioni economiche delle nostre famiglie rispetto a quelle del Nord e da una diversa educazione alla salute, ma anche da una minore dotazione di impianti sportivi nelle scuole. Mentre infatti in Friuli Venezia Giulia sono presenti palestre e piscine nel 57,8% degli edifici scolastici, in Puglia il dato è di poco superiore al 46%.

Per non parlare poi delle aree sportive all’aperto per minori - prosegue Bellomo -, dove a Bari si registra un inquietante 2,2 metri quadrati per i residenti fino a 17 anni e a Barletta, la città di Pietro Mennea, un imbarazzante 0,49. Elementi di approfondimento per chi ha la responsabilità del governo regionale. Non bastano gli interventi indifferibili e la messa in sicurezza degli impianti sportivi comunali, attingendo alla graduatoria del bando già esistente. Servono una strategia più ampia che coinvolga tutti gli istituti scolastici della Puglia e una concezione realmente sociale del fenomeno. Per non dover più commentare dati che smentiscono le autocelebrazioni e gli slogan della facile propaganda”.







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