Gallipoli, intimidazioni a un dipendente della Seta

venerdì 12 ottobre 2012
L’uomo, operatore ecologico dela Seta, ha denunciato un clima di forti tensioni interne.

Clima infuocato nella Seta, l’azienda che gestisce i rifiuti a Gallipoli. Letteralmente infuocato, se è vero quanto venuto fuori ieri sera dalle parole di un dipendente -  V.M., 49 anni, già noto alle forze dell’ordine - oggetto di un attentato incendiario.
Nella tarda serata di ieri l’abitazione dell'operatore ecologico della ditta Seta-Cogei, ultimamente balzata alla cronaca per gli scontri con l’amministrazione comunale, è stato oggetto di un incendio doloso. L’uscio della sua abitazione in via Eugenio Montale è stato cosparso di benzina (sono stati ritrovati i resti di una tanica) e dato alle fiamme.
L’incendio che ne è scaturito ha avvolto il cancello e il muro di cinta, danneggiandoli. I vigili del fuoco sono intervenuti per domare le fiamme, con loro i militari dell’Arma, cui sono stati affidati i rilievi e le indagini. Proprio durante l’ascolto della vittima, è venuto fuori che nell’azienda da tempo vige un clima di forti tensioni, scaturiti spesso da futili motivi, quali le turnazioni. Sembra infatti che quanto accaduto non sia affatto un evento eccezionale e che in passato episodi simili abbiano reso difficile la vita di alcuni lavoratori.
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