"A due passi” e “Mattia e il nonno” al Teatro di Novoli

venerdì 13 dicembre 2019

Sabato 14 e domenica 15 dicembre con A 2 passi e Mattia e il nonno prosegue la stagione del Teatro Comunale di Novoli, in provincia di Lecce, promossa dalla Residenza teatrale "Passi comuni" di Factory Compagnia transadriatica e Principio Attivo Teatro con Comune di Novoli, Regione Puglia e Teatro Pubblico Pugliese.

Sabato 14 (ore 21 - ingresso 5 euro) appuntamento con "A 2 passi", spettacolo di teatro d’attore, mimico, musica e immagine, co-prodotto da Micro Teatro Terra Marique e Rakurs teatro, con Marcelo Bulgarelli e Claudio Massimo Paternò per la regia di Gennadi N. Bogdanov. Ispirati dal lavoro degli artisti futuristi, A2 passi mostra gli affetti e i risentimenti di una coppia di attori durante la loro ultima rappresentazione. I due protagonisti, usando la tecnica narrativa del teatro nel teatro, sono messi di fronte a situazioni che preannunciano, tra realtà e finzione scenica, la fine del loro rapporto. Un difetto del sistema di funzionamento del sipario costringe i due a recitare tutto il loro grottesco e ironico spettacolo mostrando al pubblico solo i propri arti inferiori. Lo spettacolo mostra il rapporto tra i due attori (amici-nemici), sempre in bilico tra la ricerca di libertà di chi se ne vuole andare e il senso di abbandono di chi invece vuole che tutto rimanga così com’è. Un gioco metalinguistico in cui i protagonisti vestono differenti panni (uomini, donne, anziani, esseri fantastici) in un caleidoscopio di storie e ambientazioni. Frutto del lavoro di 6 mesi di ricerca che parte dal metodo della Biomeccanica Teatrale di Mejerchol’d e dal concetto di “metonimia” (una parte per il tutto), lo spettacolo mette sotto la lente d’ingrandimento l’essere umano e le proprie relazioni con i simili e il proprio ambiente.

Domenica 15 (ore 17:30 - ingresso 5 euro), per la rassegna "Ci vuole un fiore - Famiglie a Teatro", Mattia e il nonno, nuovo spettacolo tout public coprodotto dalla compagnia salentina Factory compagnia transadriatica e da Fondazione Sipario Toscana onlus in collaborazione con Nasca Teatri di Terra. Tratto dall’omonimo romanzo di Roberto Piumini (Einaudi Ragazzi) con adattamento e regia di Tonio De Nitto - musiche originali di Paolo Coletta, costumi di Lapi Lou, luci di Davide Arsenio, tecnica a cura di Matteo Santese e organizzazione di Francesca D’ippolito - Mattia e il nonno vede in scena l'attore Ippolito Chiarello. Dopo le prime venti repliche (tra Milano, Giffoni film Festival, Ostuni, Ricadi, Foggia, Cascina, Osimo, Udine e altre rassegne e festival), lo spettacolo (dopo l’anteprima estiva nel ricco programma del Festival I Teatri della Cupa), viene presentato per la prima volta nel Salento. La tournée proseguirà poi al Teatro Argentina di Roma (28 dicembre), al Kids Festival di Lecce (2 e 3 gennaio) e a Torino, Cuneo, Nonantola, Jesi, Calderana di Reno, Sarzana, Genova, Parma, Ferrara, Bibbiano, Como, Lucca, Bari, Vicenza solo per citare alcune delle circa cinquanta date previste sino ad aprile. Ottima l'accoglienza in questi mesi da parte di organizzatori, pubblico e critica. Mattia e il nonno è un piccolo capolavoro scritto da Roberto Piumini, uno degli autori italiani più apprezzati della letteratura per l’infanzia.  In una lunga e inaspettata passeggiata, che ha la dimensione forse di un sogno, nonno e nipote si preparano al distacco, a guardare il mondo, a scoprire luoghi misteriosi agli occhi di un bambino, costellati di incontri magici e piccole avventure pescate tra i ricordi per scoprire, alla fine, che non basta desiderare per ottenere qualcosa, ma bisogna provare e soprattutto non smettere mai di cercare. In questo delicato passaggio di consegne il nonno insegna a Mattia, giocando con lui, a capire le regole che governano l’animo umano e come si può fare a rimanere vivi nel cuore di chi si ama. Una tenerezza infinita è alla base di questo straordinario racconto scritto con dolcezza e grande onirismo. Un lavoro che ci insegna con gli occhi innocenti di un bambino e la saggezza di un nonno a vivere la perdita come trasformazione e a comprendere il ciclo della vita. È un farmaco questo racconto, uno di quelli che noi adulti, avremmo dovuto avere la fortuna di conoscere da piccoli per imparare a recepire la separazione come questo cammino tra nonno e nipote che somiglia a un viaggio che non fa più paura.

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