Il giudice obbliga a iscrivere all’Anagrafe i residenti asilo: hanno diritto a trovare casa e lavoro

domenica 7 luglio 2019

La sentenza del giudice Antonio Barbetta smonta il decreto Sicurezza promosso da Matteo Salvini, stabilendo che i diritti inviolabili non possono essere negati a nessuno.

Il Comune di Lecce dovrà iscrivere all’anagrafe un richiedente asilo che si era rivolto al tribunale. A deciderlo il giudice della prima Sezione civile del tribunale di Lecce, Antonio Barbetta, che ha accolto il ricorso presentato dall’avvocato Stefano Leuzzi, dell'associazione Avvocato di Strada, per conto di un ospite di Masseria Ghermi.

L'ordinanza interpreta il decreto Sicurezza approvato dal Viminale, ma non in senso restrittivo, allargando, di fatto, anche ai migranti che aspettano di ottenere il diritto d’asilo, la possibilità di essere iscritti nelle liste dell’anagrafe cittadina e ottenendo in questo modo possibilità di accedere alle selezioni per lavori, alla casa e di iscrivere a scuola i figli.

Tutto nasce dalla modifica delle norme europee sull’accoglienza da parte del decreto Sicurezza. Una legge che non vieta esplicitamente di iscrivere all’Anagrafe chi è in attesa dell’asilo, ma specifica soltanto che la richiesta non costituisce titolo per accedervi. Un’interpretazione che è del tutto opposta all’intenzione con il quale il ministro Matteo Salvini aveva promosso il provvedimento.

Il decreto ha quindi semplicemente abolito le procedure semplificate per l'iscrizione anagrafica previste dalla legge approvata al tempo del Governo Gentiloni, senza vietarla e, dunque, i Comuni non possono rifiutarsi di accettare le domande seguendo quanto previsto dalla Costituzione che sancisce l’obbligo di garantire a tutti la possibilità di esercitare diritti di rilievo costituzionale, come l'istruzione e il lavoro.

 

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