La RM multiparametrica scova il tumore, liste d’attesa intollerabili

giovedì 23 maggio 2019
Un paziente già operato, se prenota a marzo, nel pubblico deve attendere fino a luglio: eppure la risonanza magnetica multiparametrica è un esame fondamentale per scovare il tumore alla prostata e per capire come intervenire con precisione. Nel privato nessuna lista d’attesa, ma non è convenzionato: un’irrazionalità tutta a danno dei pazienti. Così non si fa prevenzione. 

Oggi raccontiamo una vicenda che mette in luce la questione ancora irrisolta delle liste d’attesa (lo facciamo in maniera costruttiva), raccontando cos’è una RM multiparametrica, a cosa serve e quali sono le eccellenze sul territorio, sperando che i decisori regionali possano cambiare le cose.  Un paziente della provincia di Lecce, già operato alla prostata, che ha superato i 60 anni, per una risonanza magnetica di questo tipo, la più affidabile per l’individuazione del cancro, deve attendere quattro mesi nel pubblico. Al CUP di Lecce, dove si prenotano visite ed esami, fanno spallucce, anche se nella ricetta rossa è scritto che sono stati riscontrati elevati valori di PSA: nessuno indica percorsi veloci per la prevenzione. Solo dallo staff della direzione dell’Asl spiegano che bisognerebbe rivolgersi al CORO (gestito dall’oncologico), ma non si capisce perché queste indicazioni non le dia il CUP o il medico curante. Inoltre, al CoRO spiegano che bisogna prenotare prima una visita con l’oncologo del Centro oncologico pubblico leccese. E i tempi si dilatano. Eppure parliamo di un esame indispensabile per evitare operazioni inutili, individuare la parte dove la neoplasia ha attecchito e intervenire con precisione. Qualsiasi ritardo è un danno per il paziente e per la sanità pubblica, che poi dovrà sostenere enormi costi con l’aggravarsi di una patologia. Inutile parlare di prevenzione se un paziente ultrasessantenne già operato, che ha la possibilità di fare l’esame gratis nel pubblico, lo si lascia in attesa per mesi. L’alternativa? Sobbarcarsi i costi di un esame fatto privatamente, con i sacri crismi e le indispensabili professionalità che richiede una RM multiparametrica. Ma non tutti hanno la possibilità di rivolgersi al privato: eppure basterebbe farsi affiancare da chi opera privatamente, come accade in altri settori, per smaltire le liste d’attesa in un attimo. Abbiamo constatato che questo esame è possibile farlo in alcuni centri gestiti da privati nella provincia, al Panico di Tricase (dove ci sono macchine potentissime) e anche vicino a Lecce, come Centro Radiologico Calabrese di Cavallino, un’eccellenza in questo campo. Abbiamo visto come funziona un esame che privatamente supera i 200 euro.  

RM multiparametrica alla prostata: il top per la diagnosi delle neoplasie 

“In questi ultimi anni sono stati fatti notevoli progressi nell’imaging della prostata grazie alla RM multiparametrica, che fornisce immagini morfologiche ad alta definizione (HD) e contestualmente funzionali - spiegano gli esperti - La RM multiparametrica della prostata migliora le performance della RM convenzionale ed è diventata fondamentale per pianificare il percorso diagnostico-terapeutico dei pazienti.

L'esame RM della prostata viene definito multiparametrico quando vengono acquisiti multipli parametri riguardanti la morfologia, la perfusione ematica, la Densità cellulare e il Metabolismo”. Gli esami sono attendibili quando la macchina ha una potenza di almeno 1,5 tesla: con le macchine obsolete non si va da nessuna parte. Inoltre, bisogna avere personale altamente qualificato, in grado di saper utilizzare queste raffinatissime tecnologie e di saper leggere anche 5000 - 7000 immagini (può bastare solo un’ora oppure tre giorni, dipende dai casi, perché anche qui parliamo di medicina personalizzata). Ci vuole un occhio allenato. È necessaria una certa formazione anche per chi è già un radiologo. Dunque, non basta comprare macchine da 3 tesla: devi avere una squadra capace di utilizzarle e di leggere gli esami in maniera approfondita. 

“La rivoluzionaria indagine viene eseguita con una apparecchiatura RM di ultima generazione ad alta potenza del campo magnetico provvista di una specifica dotazione hardware, software e con una bobina phased array (amplificata e multicanale) al fine di ottenere il miglior dettaglio possibile, senza necessità di utilizzare le vecchie bobine trans-rettali responsabili di un grave disconfort per il paziente con conseguenti artefatti da movimento sulle immagini che ne riducevano drasticamente le potenzialità diagnostiche.

La Risonanza Magnetica Multiparametrica della prostata trova indicazioni:

• nella valutazione di pazienti con PSA elevato, per identificare i pazienti candidati a biopsia;

• nella rivalutazione di pazienti con PSA elevato e precedenti biopsie negative;

• nella stima dell'estensione delle neoplasie, al fine di definire la miglior tipologia di trattamento;

• per identificare l'eventuale presenza di recidive in caso di rialzo del PSA dopo trattamento chirurgico, farmacologico o radiante;

• nel monitoraggio di pazienti portatori di neoplasie prostatiche poco aggressive che optano in alternativa al trattamento, un programma di controllo periodico”.

Appare subito chiaro, dopo questo breve elenco, che si tratta di un esame importantissimo per la prevenzione del tumore della prostata e per tutta una serie di patologie prostatiche. 

“La Risonanza Magnetica Multiparametrica ha dimostrato un’attendibilità molto elevata, in grado di identificare tumori della prostata anche di piccole dimensioni, e offrendo allo specialista urologo uno strumento fondamentale nella diagnostica”.

Tutto quello che bisogna sapere sulla RM multiparametrica 

Il paziente che si sottopone a una risonanza magnetica multiparametrica della prostata non viene esposto a raggi X, né bisogna fare biopsie: non c’è alcuna forma di radiazione. L’immagine viene generata attraverso dei campi magnetici. Bisogna solo iniettare un mezzo di contrasto chiamato gadolinio (una dose minima di un metallo appartenente al gruppo delle terre rare). Con le immagini ricavate è possibile ottenere tantissime informazioni di tipo morfologico e funzionale (dimensione della prostata, forma, come si diffonde il mezzo di contrasto, la quantità di acqua intra o extra -cellulare, che è indice della presenza o meno del tumore nella prostata, e tanto altro). 

Gli esperti intervistati nei centri pubblici e privati che abbiamo visitato per la nostra inchiesta non erano autorizzati a parlare, quindi non metteremo i nomi, ma le risposte, sì.

L’esame è davvero così importante per individuare e diagnosticare con precisione il tumore alla prostata?

 “Certamente. Fino a pochi anni fa l’esame il principe era l’ecografia condotta con sonda transrettale: oggi, facendo anche la risonanza magnetica multiparametrica della prostata, si ha la massima attendibilità in una diagnosi di tumore e si capisce anche come muoversi”. 

Nei centri privati all’avanguardia e nel pubblico si eseguono tutte e due gli esami? Qual è il più rischioso? 

“Eseguiamo sia l’ecografia che la risonanza magnetica e non c’è alcun rischio: sono esami assolutamente incruenti. È chiaro che l’ecografia crea un certo disconfort nel paziente, per via della sonda introdotta attraverso il retto. Con la risonanza magnetica multiparametrica, invece, non si introduce più nessuna sonda rettale. Tutt’e due gli esami si eseguono senza necessità di alcuna anestesia”.

Quindi lei cosa consiglia quando ci si trova di fronte a un aumento del PSA?

“L’urologo, attraverso l’esame del sangue, quando riscontra un aumento del PSA, oppure quando sospetta una neoplasia, inevitabilmente prescrive quest’esame per poter giungere a una diagnosi più certa, chiamando in causa il radiologo. L’esame si può fare anche per capire, una volta diagnosticato il tumore, se ha sconfinato all’esterno della prostata (quindi per una stadiazione)”. 

Quali sono i macchinari indicati per questo tipo di esame?

“La risonanza magnetica multiparametrica può eseguirsi esclusivamente con attrezzature ad alta potenza del campo magnetico: una potenza elevata, da 1 a 3 tesla. Non si può fare una risonanza magnetica di questo tipo con una bassa frequenza del campo magnetico. 1,5 tesla è la potenza ottimale,  ma non basta: sono necessari tutta una serie di accessori che consentano a questa macchina di funzionare (bobine di superficie amplificate, delle specie di antenne che aumentano il segnale di radiofrequenza e si appoggiano come un lenzuolo sull’addome; un software dedicato, che ti permetta di analizzare anche 7000 immagini ricavate; personale qualificato e un ambiente costruito appositamente sulle esigenze di questo esame)”. 

L’operatore conta tantissimo, forse più della macchina, vero? 

“Operatore e organizzazione sono fondamentali. Il radiologo deve essere altamente specializzato e formato continuamente. Non basta la Ferrari per correre in Formula 1: devi avere un pilota capace di farlo”. 

I costi di gestione di questa macchina sono ingenti per un privato? 

“Ogni esame ha dei costi imprescindibili: bisogna pagare lo specialista che segue l’esame, infermieri, tecnici, aggiornare la tecnologia, investire in sicurezza e bisogna coprire tutta una serie di costi che non sto qui a sciorinare. Ecco perché l’esame privatamente deve poter coprire tutte le spese. Il costo, però, viene ripagato dall’enorme beneficio: si interviene subito senza liste d’attesa, si può individuare il problema e intervenire senza togliere la prostata come si faceva un tempo (con i relativi problemi di impotenza, infezioni e incontinenza che scaturivano). Con quest’esame si individua con precisione dov’è il problema limitandosi a una resezione parziale. I costi del non intervenire in tempo e del dover togliere tutta la prostata, sono enormi per la sanità pubblica, quindi la RM multiparametrica è imprescindibile”. 

Le liste d’attesa sono lunghe proprio su quest’esame, com’è possibile che il pubblico non si avvalga della collaborazione del privato d’eccellenza? 

“Questi tipi di esami non rientrano nel nomenclatore tariffario della Regione Puglia”. 

Com’è possibile che non esista sul nomenclatore? 

“Esiste solo la voce ‘risonanza magnetica addome inferiore’, ma non multiparametrica. Non le so dire il perché. Noi siamo privati e abbiamo delle spese: il costo del nostro esame è proporzionale alle risorse investite. E chiaro che se questo esame dovesse rientrare in futuro nel nomenclatore, dovrà necessariamente tenere presente i costi che deve sopportare un’azienda sanitaria privata. Il prezzo stabilito deve essere onesto verso l’azienda che investe in tecnologie formazione e, soprattutto, verso il paziente”. 

Gaetano Gorgoni 

 

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